La segnaletica stradale in Italia
La fantasia e l’estro di noi italiani si manifestano costantemente in tutti gli ambiti esistenziali possibili. Nel bene come nel male.
Nel campo della segnaletica stradale, ad esempio, ricorre una vera e propria profusione di varianti , anche in considerazione del numero veramente enorme di addetti che si cimentano in materia.
Infatti il nostro Codice della Strada affida il compito di apporre la segnaletica stradale ai cosiddetti “Enti proprietari della strada”. Se si considera che nel Belpaese ci sono 8.101 Comuni, 109 Province (più la Valle D’Aosta) nonché lo Stato e che ognuno di questi soggetti è “proprietario di strade” , si può facilmente immaginare quanti valenti impiegati, funzionari, dirigenti e chi più ne ha più ne metta, si danno da fare per arredare le strade di strisce, cartelli, pannelli, scritte, ecc.
Non vi è alcun dubbio che molti di costoro sono competenti e svolgono un buon lavoro, ma in una tale massa di Uffici tecnici, urbanisti, Comandi di polizia locale, geometri e cantonieri… c’è di tutto e di più.
Chi di noi conducenti non ha vissuto l’esperienza di percorrere un rettilineo extraurbano regolamentato con il limite di velocità di 70 Km/h per poi continuare a percorrere il successivo rettilineo, sempre privo di accessi laterali, incroci ed altre cause di pericolo, trovando inopinatamente il segnale di limitazione per 50 Km/h. E chi non ha pensato: ma perché? Continuare alla stessa (peraltro già moderata) velocità di prima, o rallentare prudentemente sotto i 50 (suscitando, tra l’altro, le irate ed impazienti rimostranze della fila che immediatamente si forma a tergo)?
Normalmente prevale la prima delle due scelte, anche perché la prescrizione palesemente assurda ed incomprensibile fatica sempre un po’ prima d’essere digerita. Ma ecco spuntare, magari dietro il primo cespuglio, la divisa dell’ –angelo della strada- di turno, munito di rilevatore radar di velocità e di paletta bianco-rossa. E vagli a spiegare la logica, o meglio la illogicità che tu avevi creduto! Meglio lasciar perdere.
Ovviamente questa non è una frecciata velenosa nei confronti di chi esercita funzioni di polizia stradale: non sarebbe neppure in argomento e poi non è mai giusto generalizzare. Però un caso come quello descritto, non fa pensare un po’ a quel tapino che, oltre a scoprirsi cornuto, fu anche mazziato?
Per brevità, almeno in questa prima sommessa esternazione, è d’uopo trascurare la segnaletica vetusta, corrotta, illeggibile, storta, interrata, sovrabbondante e quella frammista a miriadi di messaggi informativi, pubblicitari, turistici, che richiederebbero lunghe fermate per la lettura e l’interpretazione. Invece è interessante fare un cenno sull’incredibile assortimento di casi anomali di segnaletica “di direzione”. Pensate un momento, con attenzione, ai segnali di indicazione e direzione collocati agli incroci e nelle rotatorie. Percorrendo una qualsiasi strada, che ovviamente attraversa il territorio di più comuni, si incontrano continuamente intersezioni con altre strade e strutture viarie di smistamento del traffico. Fateci caso: ora trovate il cartello indicatore di una o più città, nel successivo incrocio ne trovate altri riferiti a città che non erano citate prima. E dove sono finite le località precedenti? Ah, le ritroviamo, ma solo in parte, nel successivo smistamento (forse). O non le troviamo più, ingoiate dalla fame di novità del vorace progettista della nostra segnaletica che, essendo del posto, non avrebbe neppure bisogno di farli installare, quei segnali. Pensate ad una soluzione come questa: ad ogni crocevia apporre , di massima, tre segnali: uno indicante il luogo raggiungibile con la deviazione, il secondo indicante il primo centro ubicato lungo la marcia in dirittura e il terzo riferito alla città più grande (capoluogo di Provincia, ad esempio) che si raggiungerà proseguendo la marcia. E questo sempre a tutte le successive intersezioni. Troppo difficile?
Non certamente per disprezzare e denigrare casa nostra, ma perché in Francia, in Germania, in Spagna, ecc., ecc., la segnaletica stradale è normalmente chiara, univoca e coerente? Forse che altrove sono dotati di così poca fantasia e creatività rispetto a noi italiani o forse è perché ci sono norme chiare che vengono osservate e controlli efficienti e costanti che inducono gli operatori del settore ad osservarle?
