Dove troviamo l’energia?

Postato il 1 luglio 2008 da

EolicoDove troviamo l’energia?

Il tema energetico è oggetto di grande dibattito nel mondo di oggi. Una delle poche cose certe che emerge da questo accesissimo dibattito, è che il genere umano ha una disperata necessità di energia. Da essa, infatti, discendono tutte le reali possibilità di sopravvivenza e di progresso dell’uomo sulla terra.

L’aumento continuo della popolazione umana sul pianeta e, ancor più, l’evoluzione verso l’industrializzazione dei Paesi più popolosi del mondo, comportano una vertiginosa e inarrestabile ascesa della domanda di energia, in un momento di stagnazione della relativa offerta e di sviluppo di politiche di incremento dei prezzi delle più comune fonti energetiche (leggi: combustibili fossili) dai toni ambigui ed oscuri.

A fronte di tanta fame di energia mancano risposte convincenti sulle alternative possibili ai combustibili fossili e, se qualche tentativo di proporne vi è, voci altissime si levano in una cacofonia assordante, a contrastarne l’efficacia, la fattibilità e finanche l’economicità . In questo clamore non si percepisce quasi mai una voglia reale di proposta, ma piuttosto si viene investiti dai toni spesso isterici e catastrofisti di argomentazioni venate di irragionevolezza e fanatismo. Questo non vuol dire che tutti i detrattori delle fonti energetiche alternative siano in torto: essi molto spesso espongono argomentazioni condivisibili , se non altro sul piano squisitamente tecnico, ma lo fanno con la supponenza cieca di chi si crede infallibile e non propongono mai soluzioni praticabili, visto che innegabilmente il problema esiste. E’ persino un peccato che queste persone, spesso dotate di conoscenze e strumenti di grande valore scientifico, non facciano il minimo sforzo per prendere atto realisticamente della situazione e non affianchino, alla critica feroce, una ipotesi di lavoro alternativa e costruttiva.

Sono coloro che strepitano contro il diffondersi dei generatori eolici o fotovoltaici: i primi perché rumorosi, micidiali per la vita animale e deturpanti il paesaggio, i secondi perché troppo legati ai fattori climatici, troppo costosi e, in ultima analisi, anch’essi deturpanti il paesaggio. Per non parlare di coloro che aborrono il ricorso al nucleare, sbandierando Cernobyl come uno spauracchio assoluto e tragico. Ce n’è anche per quelli che criticano ferocemente i cosiddetti termovalorizzatori o gli impianti di produzione di calore o di idrogeno attraverso la combustione o la fermentazione delle biomasse sottratte alla discarica.

Ma il mondo vuole energia e ne vuole sempre di più: in qualche modo occorre trovare un compromesso equilibrato e praticabile: ubicare i parchi eolici in zone a minimo o nullo impatto ambientale (come in alto mare), rendere possibile con incentivi concreti e facilmente ottenibili la diffusione di impianti fotovoltaici a livello di microinsediamento (ci sono Paesi come la Germania dove ciò viene fatto con ottimi risultati), incrementare la ricerca in modo massiccio per rendere economica la produzione di idrogeno (escludendo le fonti di materia prima fossile), sottrarsi al ricatto energetico dei pochi Paesi produttori del petrolio e dei loro potenti burattinai costruendo alcune centrali nucleari a fissione in zone ove esiste un significativo picco di domanda e promuovere un vero e proprio sforzo mondiale per la realizzazione della fusione nucleare controllata, che si presenta come la definitiva soluzione al bisogno di energia del mondo.

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