La televisione e internet: presente e futuro
Recentemente leggevo un articolo che trattava della messaggistica subliminale, della sua tecnica e dei suoi effetti. Non ho potuto non concludere che, tra tutte le forme di diffusione di quella subdola comunicazione, la televisione ha un indubbio primato. Basta pensare a quanto tempo il cittadino medio trascorre davanti al teleschermo: senza arrivare agli eccessi dell’utenza televisiva statunitense, che sembra passi un buon terzo del suo tempo libero incollata alla TV (in media), i telespettatori europei privilegiano sempre di più questo modo di divagarsi, informarsi e, in ultima analisi, farsi soggiogare. Gli altri canali di diffusione dei messaggi subliminali, come il cinema e la radio, impegnano enormemente meno l’attenzione del destinatario del messaggio. E’ la televisione di oggi, totalmente passiva per i suoi utenti, il teatro di azione principale per i “cacciatori di anime” della nostra era. E non solo attraverso l’uso della tecnica di diffusione subliminale.
Infatti l’azione più efficace di cattura delle coscienze dello spettatore televisivo, avviene durante la diffusione ordinaria delle trasmissioni, sia di intrattenimento che, soprattutto, di informazione. Nel primo caso viene potentemente sollecitata la molla dell’emulazione quando, ad esempio, ci viene mostrato l’eroe protagonista della “fiction” che vince i suoi avversari con ferocia inaudita, ancora maggiore di quella che anima il “cattivo” e con violenza estrema, senza rispetto di alcuna regola e senza mai lasciare spazio a forme più ragionevoli e civili di sopravvento. Il cattivo picchia forte e spara spietatamente e il buono non è da meno, anzi è più inesorabile dell’altro. Pensiamo al modello che viene così presentato allo spettatore, specie se giovane e con la personalità in formazione, o adulto e subissato dalle mille frustrazioni che gli infligge la vita quotidiana. Nel secondo caso, quello più largamente eclatante, l’informazione è sempre manipolata, soprattutto con sapienti omissioni e spudorati travisamenti della realtà. Anzi, non c’è mai una verità, ma svariate verità, colorate con tinte e sfumature affatto diverse l’una dall’altra.
Era sicuramente meglio il remoto mondo della carta stampata, sempre più reietta e trascurata. Infatti, mentre la comunicazione televisiva non lascia alcuno spazio per la riflessione e non forma coscienze ma casomai recluta adepti, l’espressione diffusa nella carta stampata invita al ragionamento e all’approfondimento e favorisce la maturazione sia del consenso che del dissenso, entrambi però frutto di un intimo e personale convincimento che nasce, cresce e si sviluppa leggendo e rileggendo.
Ma è del tutto inutile recriminare su valori del passato: ciò che conta è il domani: e qui si avvertono segni interessanti di cambiamento. La televisione sta per diventare interattiva e ciò è fondamentale per lo stabilimento di un vero dibattito tra fornitore di spettacolo e informazione e utente degli stessi. Qualsiasi stortura, se confutata con decisione ed argomenti dal suo destinatario (ora totalmente passivo) dovrà essere oggetto di revisione e questo innescherà un processo virtuoso che migliorerà la qualità dell’informazione e la sua attendibilità. In ultimo, ma non certo per importanza, c’è internet e le sue prossime, profonde trasformazioni. Qui, già adesso, è ordinariamente attivo lo scambio bidirezionale delle informazioni, giacché l’utente della rete per definizione non è soggetto passivo, ma interagisce attraverso i numerosi interfaccia di cui dispone . Il progresso tecnologico e la presa di coscienza del popolo degli utenti , permetteranno la ricezione e la trasmissione di masse incredibilmente cospicue di informazioni, in tempo reale e con ampia possibilità di replica, precisazione e contestazione. Che sia l’avvento della vera democrazia?