Buzz, il social “geografico” di Google
Forse nessuno ne sentiva la mancanza, ma il fatto stesso di assistere alla nascita del social network di Google dovrebbe portare a qualche riflessione. Buzz è infatti (o almeno a me è parso) la versione ultima di una serie di esperimenti che ha fatto nel corso degli anni il colosso di Mountain View in materia di applicazioni social.
Passando infatti da Friend Connect o Orkut o altri che con alterne fortune si sono ritrovati sparpagliati sulla grande rete a uso e consumo dei naviganti, Buzz mi pare una cosa diversa, e il primo motivo è che finalmente è in grado di sfruttare e di agganciarsi ai tanti servizi che BigG offre su internet. Logicamente offre è un modo di dire, considerati gli enormi proventi pubblicitari. In ogni caso l’utente finale non sostiene nessun costo e ha a disposizione davvero una miniera di possibilità….tra le quali da qualche giorno, appunto, anche Buzz.
Dunque cos’è davvero? Qualunque cosa sia gli utenti lo stanno utilizzando massicciamente, e non solo perchè è legato a GMail (che non è certo l’account di posta ad oggi più utilizzato, tutt’altro), ma soprattutto perchè ha caratteristiche ad oggi uniche, provo a elencarle:
- Una forte predisposizione all’uso in mobilità
- La localizzazione geografica
- L’integrazione con Maps e tutti i suoi elementi
- L’estrema facilità d’uso rispetto ad altri ambienti “social”
I motivi per cui sono tanti, ma uno di questi secondo me riveste più importanza di altri, e sarebbe la localizzazione geografica.
Infatti siamo da sempre abituati a intendere i social network come piazze virtuali in cui si incrociano, si ritrovano e si intrecciano relazioni, dove si scambiano contenuti, informazioni, chiacchiere e ogni genere di cosa. In Buzz il virtuale (la piazza) si trasforma in luogo fisico, perchè sul mio cellulare, mentre posto una foto di quello che ho davanti con un commento, vedo che mi risponde qualcuno che magari è solo a qualche strada di distanza, e che a sua volta sta “buzzando” con altri suoi conterranei. Insomma, entra in gioco la componenete territoriale (importantissima) che fa diventare community virtuale una comunità reale, che vive negli stessi luoghi, che parla magari anche lo stesso dialetto (o che nella nostra zona passa per svago o per lavoro). E poi nessuno mi vieta di andare magari a Dublino e scambiare qualche buzz con chi si trova nei cortili del Trinity College. Le possibilità sono infinite e oltremodo invitanti. Che si dirà nella zona del centro di Hong Kong? E c’è qualcuno che buzza qualcosa mentre passeggia sotto l’altissimo Burj Dubai?
Lo devo dire con franchezza….Buzz non mi dispiace! Lo trovo meno invasivo e impegnativo di altri social, primo fra tutti FB, e con delle note che lo rendono almeno un pò diverso dagli altri (e di conseguenza meno noioso).
L’interfaccia web sul browser del cellulare (consigliati quelli di ultima generazione, soprattutto per la presenza del GPS) è molto curata e ben fatta, come lo sono quelle di altri servizi come GMail o Picasa, recentemente rivisitati. Sul browser di casa (o dell’ufficio) Buzz è integrato in GMail e permette di accedere ai propri contatti permettendo di seguirli e di ricevere aggiornamenti dalle persone conosciute.
Insomma, per conto mio è da provare e tenendo conto della sua giovane età sicuramente subirà non pochi sviluppi….sappiatemi dire cosa ne pensate