Un mese di W Phonewatch: cosa ne penso ora.

Bene, in questo periodo davvero avaro di novità nel mondo dei watch phones sono ancora a parlare dell’ultimo arrivato, il “W” phonewatch di Kempler&Strauss.
Infatti dopo un mese di utilizzo giornaliero molto intenso (ospita addirittura la mia sim aziendale) sono in grado di fornirvi qualche informazione in più soprattutto dal punto di vista dell’utilizzo generale, quello appunto di tutti i giorni, dell’autonomia e della sensibilità al segnale.
Inizio col dire che per quanto fosse stato buono l’impatto iniziale non posso far altro che dire che…..è meglio di quello che mi era sembrato subito! Il “W” si è rivelato infatti un terminale pensato per sostituire il classico cellulare “da tasca” a patto di non avere troppe pretese nell’ambito della multimedialità o della connettività. E’ infatti la filosofia che sta dietro a un terminale del genere che deve essere ben compresa.
Fino a questo momento infatti i cellulari orologi, ad appannaggio quasi esclusivo della produzione cinese, sono stati delle semplici scopiazzature di cellulari tradizionali, per cui con la pretesa di fare tutto quello che un cellulare è in grado di fare. Con molti limiti, però. Primo fra tutti, e insormontabile, quello delle dimensioni, per forza di cose molto ridotte.
Il “W” invece interpreta in maniera molto diversa la sua “mission”. E’ un watch phone perchè è stato pensato per un utilizzo diverso, e perderebbe molto del suo appeal se non avesse come inseparabile “compagno” il suo Communicator, l’originale e validissimo auricolare/telecomando di cui è dotato e che gli consente un utilizzo tradizionale (il Communicator si usa infatti senza il sostegno per l’orecchio come una sorta di piccola cornetta). Il Communicator è oltretutto molto comodo visto che è dotato di una ribusta clip che consente di agganciarlo al taschino della camicia o alla cintura.
La resa audio del Communicator (ovviamente usando il bluetooth) è ottima, la voce in uscita chiarissima e a un volume alto abbastanza da essere udita anche nelle situazioni di massimo rumore esterno. L’interlocutore a sua volta ci udirà benissimo, testimonianaza del fatto che la realizzazione di questo particolare accessorio è stata fatta con cura. Il Communicator ci consente oltretutto l’ascolto in stereo degli Mp3 contenuti nella MicroSd del “W” dato che possiamo collegare gli ottimi auricolari a filo direttamente sulla micro USB del Communicator stesso e con i comandi intervenire in remoto sul player Mp3 cambiando brano, mettendo in pausa o alzando/abbassando il volume.
La parte telefonica è davvero curata e si è intervenuti anche sull’interfaccia della scrittura SMS in maniera piuttosto evidente, mettendo a disposizione dell’utente una piccola tastiera qwerty virtuale sul display del “W”. Logico che non scriveremo mai messaggi con la velocità che permette una tastiera tradizionale, ma a differenza di qualsiasi altro modello di watch phone, potremo scrivere tranquillamente con la sola punta delle dita e con discreta velocità. Al momento, e con un pò di pratica alle spalle, scrivo messaggi senza compiere nessun errore!
L’autonomia: ottima, soprattutto perchè si può contare su una batteria aggiuntiva e sul comodissimo caricabatteria con alloggiamento che consente di caricare la batteria separatamente al cellulare e in contemporanea anche il Communicator che a sua volta vanta una discreta autonomia anche se questa dipende molto dell’uso del lettore Mp3.
Sensibilità al segnale:è indubbiamente buona anche se un pò ballerina e l’indicazione sul display potrebbe non essere sempre attendibile. Anche con una tacca infatti si riesce a chiamare senza problemi.
Insomma, come avrete capito, il mio giudizio si mantiene assolutamente positivo ma attenzione non mancano le zone d’ombra. Una per esempio è legata alla sincronizzazione con Outlook per la quale vengono forniti i driver e il software PCSyncManager. Peccato che il “W” non viene rilevato come cellulare per cui risulta impossibile effettuare la sincronizzazione. Sto ancora lavorando al problema e spero di riuscire a risolverlo presto.

Un mese di W Phonewatch: cosa ne penso ora.
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