Come non fare a meno di uno smartwatch

L’ultima che ho pubblicato è una ripresa di un post che ho letto su un noto sito web che tratta di tecnologia, che però in molti hanno trovato piuttosto…insipida.

Affronta il percorso di un confronto a tutto campo tra i principali competitor nell’ambito smartwatch. Lo fa però omettendo la presenza di uno dei più validi rappresentanti, quel Sony SmartWatch che abbiamo già avuto modo di vedere da vicino.
Questa è la prima mancanza di quell’articolo.
La seconda cosa riguarda l’analisi che è stata fatta, in linea di massima un pò superficiale e senza toccare mai nello specifico quella che è la filosofia alla base di questi nuovi devices.

A cosa serve uno smartwatch?

Sempre più spesso leggo su forum, sui social o in network di blog interventi di persone che derubricano il ruolo dello smartwatch a quello di oggettino geek per impallati. Si chiedono a cosa possa servire un oggetto al polso che duplica le funzionalità dello smartphone o, peggio, impedisce di usare funzioni come rispondere a una chiamata o mandare un messaggio. Insomma, un oggetto totalmente inutile e assolutamente superfluo.

Per conto mio non è esattamente così. Ma le cose vanno viste sotto una corretta prospettiva, considerate nell’ambito in cui si devono realizzare. E’ per conto mio poco praticabile la chiamata (in viva voce) su uno smartwatch, prima cosa perchè basterebbe anche un basso livello di rumore per compromettere la chiamata, secondo perchè…..è un pò ridicolo :-)

E poi perchè è giusto non pretendere da un oggetto di caratteristiche così particolari le stesse funzionalità di un potente smartphone.

Per cui,  rispondo alla domanda posta nel titolo:

  • La discrezione: personalmente ho sempre detestato le suonerie e soprattutto chi ne abusa ad alto volume. Sono tanti i luoghi in cui è richiesta discrezione (dal luogo di lavoro, al cinema come al ristorante) e il nostro smartphone deve essere nelle condizioni di emettere solo un sottile rumore e tante volte, per farsi vedere, deve trovare posto davanti ai nostri occhi (per cui ingombra tavoli, scrivanie di riunioni, ecc). Tutto ciò crea anche un pò di ansia alle persone più sensibili agli squilli costringendoli ad allungare gli occhi molto spesso sul display del proprio telefono, e magari di accenderlo. L’uso di un orologio intelligente evita tutto ciò, e ci consente di tenere, per esempio, lo smartphone silenziato nella tasca interna della giacca, o dentro la borsa. Silenzioso. Quando una chiamata o un messaggio lo faranno accendere lo sapremo perchè avvisati dalla gentile vibrazione al nostro polso :-)
  • La sicurezza: riprendendo quello che ho detto prima, si verifica al contrario che ci siano situazione in cui il cellulare debba urlare oltre misura per farsi udire. In un centro commerciale gremito, per strada tra i rumori del traffico. Quante chiamate e messaggi vengono persi così? E per evitare che questo accada a volte addirittura il cellulare trova posto….in mano! Non molto comodo in verità! Ritorniamo alla gentile vibrazione che, in quanto tale, non teme il disturbo di rumori ambientali.
  • I servizi in “super” mobilità: per adesso terzo e ultimo punto. Gli smartwatch hanno sistemi operativi o si appoggiano ad essi (come il Sony) e possono installare applicazioni rilasciate dai loro piccoli Market. L’espandibilità e i servizi sono le armi da utilizzare. Applicazioni che consentono il geo tag agendo sull’orologio, i futuri pagamenti con NFC, le informazioni immediate da consultare con pochissimo impegno e velocemente. Questa sfida logicamente deve veder scendere in campo eserciti  di sviluppatori, che avranno il compito di creare i contenuti e di condividerli.

Bene, detto questo ritorniamo ai modelli del post precedente. Non tutti interpretano allo stesso modo la mission, e le caratteristiche non sono certo uniformate. Per cui abbiamo Il Moto ACTV che è prettamente dedicato allo sport e alla musica, con il suo ampio storage interno. Detto per inciso credo che in Italia non l’abbia comprato nessuno! Poi, i’m Watch che, per quanto ancora non abbia visto la luce dopo i ripetuti ritardi, rimane molto atteso (e a giorni dovrebbero riceverlo 300 fortunati).

Poi c’è Wimm One che in tutta evidenza non ha la Sony alle spalle e fatica un pò a completare lato software l’ ottimo lavoro fatto lato hardware. Eccezionalmente ben costruito e con caratteristiche da far impallidire uno smartphone di qualche mese fa, manca un pò di espandibilità per la penuria di applicazioni. Sono speranzoso (oltre che stra contento di averlo).

Ecco poi il Sony SmartWatch che in questo momento ha in mano il cerino. Si, perchè rappresenta il trampolino di lancio, l’apripista di questa nuova categoria di oggetti ultra tecnologici. E’ profondamente migliorato rispetto al suo predecessore e sta subendo uno sviluppo davvero importante (cosa significa avere dietro Sony…), con rilasci firmware che si susseguono e tante applicazioni da poter scaricare e utilizzare in abbinata con il proprio smartphone. Il fatto che sia riuscito come modello e che sappia attirare l’attenzione, è fondamentale. Lo vedremo presto nei negozi fisici e il prezzo aggressivo sarà la carta da giocare per invogliare i clienti.

Poi ci sono Pebble e Cookoo che rappresentano molto bene il futuro, puntando su un’ autonomia da brivido (soprattutto Cookoo), la grande versatilità e la possibilità di essere utilizzati ovunque e da qualsiasi sistema (grazie a Bluetooth 4.0).

Ne vedremo delle belle? Sono convinto di si. Come sono convinto che i tempi siano maturi per l’affermarsi di questi minuscoli assistenti personali.

Vadremo :-)

 

Vota questo post
Come non fare a meno di uno smartwatch ultima modifica: 2012-06-06T23:45:06+00:00 da Stefano Ratto

6 Responses to Come non fare a meno di uno smartwatch

  1. Alex scrive:

    Fra le utilita’ di avere uno smartwatch aggiungerei anche il fatto di conoscere immediatamente il mittente di un SMS (e magari anche cosa scrive) decidendo se e’ il caso o no di estrarre il palmare dalla tasca o dalla borsa per leggerlo e/o rispondere (penso soprattutto a quando si e’ alla guida o in riunione).
    Personalmente ricevo quasi tutti i giorni SMS pubblicitari, e in questo modo non mi scomodo nemmeno a leggerli, o li leggo la prossima volta che estraggo il palmare.
    Sono cose che si apprezzano quando lo si usa.

    • Singsong scrive:

      Infatti è uno dei possibili utili aspetti che uno smartwatch può riservare, e per il quale si può apprezzare. Come scrivevo nel post, fa un pò sorridere chi mi scrive …”non posso nemmeno rispondere a una chiamata con l’orologio”…
      Non è nello scopo di uno smartwatch, serve per altre cose.

      • Lo Scrocco scrive:

        Bravo! Analisi corretta, soprattutto riguardo la Michael Knight feature che reputo ridicola 😉

        C’è una grande domanda che mi pongo da quando guardo questo settore (e questo blog):
        Io, e chissà quanti altri, reputo uno smartwatch utile ma non fondamentale ed in quanto tale disposto ad acquistarlo solo se con le controballs..
        Non è un telefono che alcuni, non io, cambiano ogni tre-sei mesi per fare un giro. Non cerco l’entry level. Voglio il top quanto a design, batteria, display, interazione con iOS.
        Ma, e qui viene la domanda, quale azienda seria (di quelle che hanno la forza per creare mercato e diffondere standard) avrà il coraggio di investire in un mercato che non esplode proprio per mancanza di soluzioni top??

        • Singsong scrive:

          Grazie! :-)
          Ma e’ un po il cane che si morde la coda…
          Se nessuno si butta su questo mercato, non ci sara’ nessuna crescita.
          Pero’, a differenza del passato, si notano differenti segnali. Per esempio la strepitosa raccolta fatta da uno semi sconosciuto team di sviluppo per creare Pebble, che definisce parametri nuovi e si sgancia completamente dal concetto che “lo smartwatch deve essere un piccolo smartphone”.
          E’ tutt’altro e quel progetto lo dimostra. La stessa Sony credo che sappia fare i suoi conti, non avrebbe dato un seguito al LiveView e comunque non lo avrebbe fatto con questo sforzo, di distribuzione, di progettazione e di sviluppo. Io credo che nel corso dei prossimi mesi vedremo interessanti sviluppi.

  2. Philsan scrive:

    Ottimo articolo, di gran lunga migliore di quelle dei siti più famosi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Tutti i diritti riservati - www.thelongrun.it -