Pebble ai raggi X

Proprio come recita il titolo del post, lo smartwatch più atteso del momento è stato sottoposto ai raggi X durante una sessione di controllo specifica per appurare, dopo l’assemblaggio, eventuali difetti non rilevabili a device aperto.
Pebble dunque procede nella sua road map che lo porterà ad essere infine indossato dagli 85.000 Pebblers (o backers che dir si voglia), anche se ancora non si conosce una data esatta.
Vediamo nel dettaglio questo ulteriore Update (il numero 22) che è stato condiviso dal team di sviluppo di Pebble.
L’orologio, dopo l’assemblaggio finale che abbiamo visto la volta scorsa, è stato accuratamente osservato ai raggi X grazie all’ausilio di uno speciale macchinario, lo vedete sotto.

Dopo aver integrato e modificato alcuni elementi elettronici, che dovrebbero essere definitivi, lo smartwatch e-paper è stato per cui messo sotto la lente di ingrandimento. Questa procedura consente di verificare il corretto assemblaggio e la conseguente funzionalità di elementi come i pulsanti fisici o il display. E infatti ecco che questa analisi accurata ha mostrato un problema: i pin di contatto per la carica, posti sul lato sinistro, risultano installati con un’inclinazione non corretta, sembrano storti (si vede bene nell’immagine sotto, la T2).

E’ stata apportata una correzione e il successivo sample (il T3) risulta essere corretto. Probabilmente, dopo l’assemblaggio, un controllo visivo dei contatti non avrebbe rivelato nulla. Ma questa approfondita analisi che ha consentito di osservare Pebble al suo interno, ha consentito di rilevare il problema e di correggerlo.
L’immagine seguente mostra invece la mappatura completa dell’hardware all’interno di Pebble. Appare chiaro quanto sia estrema la miniaturizzazione.

Oltre a queste notizie molto tecniche, Eric Migicovsky ci aggiorna anche su altri piccoli aspetti.
Viene comunicato infatti che

Abbiamo la conferma dal nostro fornitore principale che la stragrande maggioranza dei nostri componenti hanno partì in Arizona, in volo verso Hong Kong e, in definitiva, Dongguan, in Cina. Ci sono più di 110 componenti elettronici all’interno di ciascun Pebble. È stato molto divertente trovare materiale sufficiente per tutti gli 85.000 esemplari!

Comunica poi che gli sono stati inviati i samples relativi alla scatola che dovrà proteggere Pebble durante la spedizione, e che nei prossimi giorni verranno eseguiti i test di resistenza alla caduta a all’acqua.
Insomma sembra che non vogliano davvero trascurare nulla! Rimane da definire la data di partenza delle spedizioni, sono sicuro che in uno dei prossimi aggiornamenti verrà comunicata.

Pebble ai raggi X
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