Pebble smartwatch, come sara’ ai nostri polsi.

Siamo arrivati ormai al dunque per quello che riguarda Pebble. Il recentissimo CES2013 ci ha regalato grandi novità nell’ambito smartwatch con la presentazione ufficiale di alcuni prodotti già conosciuti (Pebble, Cookoo, Martian e i’m Watch) e alcune anteprime mondiali come il Toshiba e l’italianissimo WearTi Si14. Tanta carne al fuoco, che mi porta a pensare che il fenomeno “tecnologia da indossare” sia solo all’inizio del suo percorso.

Questo lungo video (circa 43 min.) per chi avrà la pazienza di visionarlo tutto, potrà regalare alcune chicche comunicate direttamente dalla voce di Eric Migicovsky, SEO, ideatore e fondatore di Pebble. Tra le altre cose, oltre un lungo preambolo nel quale spiega come sono andate le cose e la causa del ritardo accumulato (ricordo che originariamente Pebble doveva essere distribuito a Settembre 2012), viene mostrata nel dettaglio l’interfaccia dell’orologio e tutte le funzionalità.

Stupisce sicuramente l’immediatezza e la semplicità dei comandi. Non avendo un display touch si affida ai quattro tasti fisici che sono assicurati per affrontare indenni oltre 50.000 pressioni e resistere all’acqua fino a 5 atmosfere. La navigazione attraverso i menu è facile e veloce, nonostante il display a matrice di inchiostro che, come sa chi utilizza un ebook reader, non è immediata. Questo problema è stato in qualche modo bypassato visto che la velocità di refresh su Pebble è davvero ottima. Per contro permette una leggibilità assoluta in qualsiasi condizione di luce, soprattutto sotto la luce diretta del sole.

Il peso sorprende tutti quelli che lo hanno indossato. L’uso del policarbonato per la cassa ha consentito di ridurlo tantissimo e promette di essere davvero poco fastidioso al braccio, tanto da farsi dimenticare.

Vi lascio alla visione del filmato che davvero è più chiarificatore di tante mie parole :-)

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Pebble smartwatch, come sara’ ai nostri polsi. ultima modifica: 2013-01-15T16:04:24+00:00 da Stefano Ratto

4 Responses to Pebble smartwatch, come sara’ ai nostri polsi.

  1. irene scrive:

    Ciao Stefano, trovo il video prolisso e poco entusiasmante. I presenti non partecipano piu’ di tanto e dallo schermo presente in sala non appare alcun filmato che mostri l’orologio in azione. Lo stesso speaker pare poco preparato per un evento tanto atteso. Tu menzioni che i tasti sono studiati per resistere a 50000 pressioni, ma da un rapido calcolo (100 pressioni l’ora) si arriverebbe a 2 mesi di utilizzo! E poi? lo rispediamo in Usa per le riparazioni? Le spese di spedizione e oneri doganali annullerebbero di fatto l’importo dell’ acquisto. La mancanza del touch screen, lo schermo troppo piccolo mi portano a considerare Pebbles indietro rispetto a dispositivi gia’ presenti sul mercato come il Sony; ritengo che la tecnologia e i mezzi a disposizione di Pebbles siano assolutamente inadeguati. Oggi la tecnologia esiste per poter sviluppare orologi veramente utili e completi, al pari degli smarphone. Gli Stati Uniti non possono competere con la Cina che e’ 2 passi avanti a tutti e resta, come me del resto, perplessa che ci siano persone interessate all’acquisto di uno smarwatch di questo genere. Dopo Wimm ora arriva Pebbles.. una storia gia’ scritta!

    • LucaS888 scrive:

      Alcune considerazioni sono giuste ma ritengo siano legate al diverso approccio al concetto di “smartwatch”.

      Peeble nasce per essere quasi del tutto uno schermo secondario, altri prodotti come i’m watch e lo smartwatch sony hanno l’obiettivo di essere di più, di permettere all’utilizzatore attività che non comportino il togliere dalla tasca o dalla borsetta il proprio cellulare.

      Quindi “chiamate”, uso come gps, ecc.

      Funzioni comunque limitate, per tanti motivi pratici e legati, è inevitabile, a schermi comunque sottodimensionati.

      Occorrerà attendere almeno al completo sviluppo e integrazione coi comandi vocali per vedere un vero “smartwatch”, sempre più indipendente.

      Quindi si peeble è limitato, ma lo è per scelta, citando lo schermo eink è esattamente come un ebook reader, limitato rispetto ad un tablet, persino antiquato se lo si paragona direttamente, ma quel che deve fare lo fa nel migliore dei modi, e meglio del tablet.

      Ecco peeble quello che deve fare lo fa (teoricamente, vedremo con l’uso) meglio di uno smartwatch sony o i’m, perchè è leggero, parsimonioso, usabili in tutte le condizioni.

      Sono d’accordo che lo scrolling sarebbe stato meglio con la classica gesture su touch, non per un problema di durata quanto di rapidità di esecuzione, ma per il resto i pulsanti non sono un problema.

      Mi sono trovato bene anche ad usare il primo smartwatch sony che era senza touch e si comandava unicamente con i pulsanti.

      Vedremo con l’uso come ci si troverà.

      Comunque come detto sono prodotti che si indirizzano diversamente, alla fine lo smartwatch sony lo uso nel 99% dei casi esattamente come userei il peeble, quindi per me è ideale quel prodotto più di un potente i’m watch, per altri invece è il contrario.
      Così come altri abbisognano di funzioni “sportive”.

      L’ideale è che il mercato offra alternative diverse e non semplicemente la stessa salsa con aspetti e marchi differenti.

      Sullo schermo troppo piccolo però dissento totalmente, il peeble ha una diagonale di 1,26″ ma anche lo smartwatch sony è di soli 1,3″, sono pur sempre “orologi”.

      Certo l’i’m watch ha scelto un’altra strada anche se è indubbio che lo scotto da pagare è un’eccessiva “presenza” sul polso che non a tutti piace (a me no).

      Forse solo apple con l’ipod nano era riuscita a coniugare dimensioni schermo con dimensioni globali, sebbene non essendo uno smartwatch il paragone non sia realmente fattibile.

  2. LucaS888 scrive:

    Ah, piccola considerazione “generica” sui touch, come detto a volte sono indubbiamente comodi e poi siamo sempre più abituati con smartphone e tablet.
    Però…. ogni qual volta il mio sguardo cade sul mio smartwatch sony al polso e vede tutte le ditate&strisciate rimaste sullo schermo dentro di me non sono così “entusiasta”.
    E’ uno scotto che si deve pagare certo, e forse con uno sfondo chiaro la cosa si noterebbe meno però non c’è niente da fare, ogni volta che lo vedo penso “che brutto”, chissà se lo nota anche chi mi sta intorno…..

  3. LucaS888 scrive:

    E intanto, sono partite le spedizioni e sono disponibili le app per ios e android :)

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