Pebble su The Verge: promozione con riserva

Certo la lente utilizzata e’ una delle piu’ severe, nell’ambito tecnologico, ma e’ affrontando i giudizi che si comprendono le reali potenzialita’ e la bonta’ di un prodotto. The Verge, uno dei fari americani in internet nell’ambito della tecnologia, ha evidentemente ricevuto il suo Pebble e, un giorno dopo Engadget, propone un’ accurata review che in alcuni punti esprime anche giudizi severi.

Le premesse sono le solite, con tanto di video che mostra schermate, funzioni, esempi e quant’altro. Chi recensisce non si puo’ esimere da fare le solite valutazioni ordinarie. Le questioni piu’ spinose arrivano immediatamente dopo, quando si parla della app che e’ stata rilasciata per iOs e Android. E’ interessante sapere che le app funzionano in modo radicalmente diverso l’una dall’altra. Infatti la versione per Android contempla tutta la sezione dedicata ai settings (di cui abbiamo parlato ieri) che consente   di decidere quale notifica attivare tra le attuali supportate: mail, sms, WhatsApp, Facebook, calendario.

La app per iPhone permette di connettere Pebble e basta. Le notifiche devono essere manualmente attivate nel Centro Notifiche (anche se per una app lo sono gia’ va disattivata e riattivata dopo il collegamento a Pebble) ma hanno il terrificante problema di resettarsi ogni volta che la connessione bluetooth viene a mancare, per cui anche ogni volta che iPhone viene spento. The Verge dice che e’ pensabile che il problema venga risolto da Apple nelle prossime versioni del suo sistema.

Display e cinturino le note dolenti

A sorpresa The Verge esprime qualche riserva in merito al display tanto da augurarsi di vederne uno migliore sul prossimo modello di Pebble. Probabilmente l’aspettativa era maggiore e il giudizio e’ in realta’ “solo sufficiente”. Il display e’ un “transflective” LCD (anche se e’ sempre stato nominato e-paper dal produttore), sempre molto leggibile e dotato di retroilluminazione che si attiva all’arrivo di una notifica o con il movimento del polso. Funziona molto bene, dicono, ma si sarebbero aspettati una maggiore qualita’ globale del display.

Il cinturino (che fortunatamente si puo’ sostituire senza fatica) anche non suscita entusiasmi. Definito troppo povero nell’aspetto e non troppo robusto puo’ pero’ trovare un sostituto entrando in un qualsiasi negozio di vendita di orologi e anzi permetterci di personalizzare il Pebble.

Quanta batteria c’e’ ancora?

Pebble dichiara in una settimana l’autonomia dell’orologio. Logicamente chi lo ha provato per la review non e’ ancora in grado di confermare ne smentire, pero’ ci informa che non esiste indicatore per la batteria, ma solo un avviso che ci segnala che la carica si sta esaurendo. Lo giudica un po’ scherzosamente una liberazione, anche se sara’ necessario verificare l’effettiva autonomia dichiarata.


Le conclusioni comunque sono in larga parte positive, anzi. Dopo qualche giorno di utilizzo si vorrebbe avere di piu’ da Pebble e ci si abitua subito al suo utilizzo perche’ risulta essere immediato e facile. La sua semplicita’ generale (che nasconde al contrario un sistema tecnologicamente molto evoluto) aiutano a guadagnare confidenza e a farlo diventare un elemento “personale” della nostra quotidianita’. Logicamente e’ auspicabile un grande sviluppo dei contenuti, ma gia’ allo stato attuale Pebble e’ in grado di regalare grande soddisfazione a chi lo indossa. E se lo dice The Verge….

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