Pebble smartwatch, la recensione definitiva

Come avevo promesso è arrivato il momento di mettere sotto osservazione Pebble e di condividere con voi tutte le impressioni. Tanto è stata lunga ed estenuante l’attesa, quanto è grande la soddisfazione di poterlo usare e verificarne le potenzialità.
Intanto va detto che Pebble interpreta nel modo più corretto il suo essere smartwatch. Nessuno spazio a orpelli e funzionalità particolari, come nessuno spazio fisico è stato concesso per elementi hardware come microfono, fotocamera, speaker. Il tutto è ridotto all’essenza per regalare un’esperienza d’uso semplicissima e immediata.

[VIDEO REVIEW PEBBLE SMARTWATCH  NON PERDETELA!]

A proposito dell’ hardware facciamo un breve riassunto. Quattro pulsanti fisici, uno sul lato sinistro e gli altri tre sul lato destro. Accendere l’orologio  è un’operazione semplice, basta tenere premuto un qualsiasi pulsante per due secondi. L’accensione è immediata, in meno di un secondo Pebble sarà pronto e connesso. Per spegnerlo si naviga nel menu Settings fino alla voce Shutdown, lo spegnimento è altrettanto immediato. I pulsanti dicevo hanno questo uso: l’unico pulsante a sinistra serve per tornare indietro di un passo quando si utilizza una app o si naviga nei menu. Sulla destra i pulsanti in alto e in basso servono per scorrere avanti e indietro la selezione, il pulsante di centro (più piccolo) per conferma. Il feedback alla pressione è ottimo, i pulsanti hanno una breve corsa ma sono piuttosto rigidi, difficile premerli senza volerlo.

Pebble interpreta nel miglior modo possibile lo spirito di uno smartwatch

Del display abbiamo parlato più volte nel corso del tempo e la sua resa è superiore a quel che mi aspettassi, anche per la presenza di una gradevole retroilluminazione neutra e ben diffusa su tutta la superficie. La leggibilità è assoluta in qualsiasi condizione di luce. Ultimo elemento da considerare è il plug (se così vogliamo chiamarlo) di ricarica che utilizza dei contatti megnetici per tenere ritenuto a se il connettore, che rimane nella posizione corretta grazie a un piccolo aggancio a forma di mezza luna.

Andiamo ad accenderlo: è cosa  velocissima attivare Pebble dal momento in cui si tira fuori dalla sua scarna confezione con la quale è stato spedito. Gli elementi per personalizzarlo stanno esponenzialmente aumentando di numero e disponibilità soprattutto da quando il team di sviluppo dell’orologio ha rilasciato l’ SDK che consente un integrazione più completa tra Pebble e lo smartphone. La possibilità che ha adesso l’OS del piccolo smartwatch di richiedere aggiornamenti e inviare comandi al cellulare, amplia di molto le possibilità di utilizzo e la ricchezza di informazioni alle quali si può accedere osservando il piccolo display.

Pebble – Particolare dei contatti magnetici per la ricarica

Già adesso comunque Pebble è in grado di soddisfare pienamente chi lo usa appunto perchè è in grado di raccogliere tutte le notifiche e gli avvisi che vengono inviati dal mondo esterno allo smartphone. Ci sono diverse applicazioni disponibili sugli store dei diversi OS (Android e Apple) che ampliano e completano quello che già fa nativamente l’app principale, chiamata anch’essa Pebble. Possiamo aggiungere dettagli e integrare informazioni anche da altri canali (usando per esempio il sito IFTTT e la app Pushover, della quale parlerò in un’altra occasione).
Di seguito alcuni badge delle app per Pebble già testate e perfettamente funzionanti:

Pebble OLD VERSION
Pebble OLD VERSION

Canvas for Pebble
Canvas for Pebble
Developer: Steve Penna
Price: Free

Pebble Phone Ringer Switcher
Pebble Phone Ringer Switcher
Developer: Faruq Rasid
Price: Free

The app was not found in the store. 🙁

Calendar for Pebble
Calendar for Pebble
Developer: William Heaton
Price: Free

Pebble per cui non ha un suo market dedicato, come altri competitor, ma “sfrutta” quelli ufficiali dei maggiori sistemi operativi per dispositivi mobili. Il vantaggio è quello di poter accedere a piattaforme già conosciute e universalmente diffuse. Oltre alla sostanza è diversa anche la logica fra smartwatch come Pebble e altri (per esempio i’m Watch). Le app non sono residenti e installate sull’orologio ma direttamente sullo smartphone che poi invia una sua “estensione” all’OS di Pebble, che poi consente l’interazione. Un esempio fra tutti è quello di RunKeeper (del quale ho parlato qui) e rende bene l’idea.

Gli elementi vincenti di Pebble

Tornando ai contenuti di Pebble, è facile riuscire ad evidenziare i suoi punti di forza:

  • Grande autonomia
  • Leggibilità in ogni condizione di luce
  • Peso e ingombro
  • Community di sviluppatori in grande crescita
  • Impermeabile all’acqua fino a 5 ATM
  • Velocità e semplicità d’uso
  • Affidabilità
Pebble Kickstarter Edition

Per quello che riguarda l’autonomia potrò essere più preciso tra qualche tempo, ma ho caricato Pebble una sola volta appena ricevuto e da allora sono passati 6 giorni [UPDATE: mostra lo stato della batteria adesso dopo esattamente 7 gg.] durante i quali l’orologio è rimasto acceso dalle 7 del mattino fino a circa mezzanotte, riceve qualche decina di notifiche durante il corso della giornata ed è impostato sulla luminosità solo alla pressione di un tasto (è possibile anche attivare la luminosità con la rotazione del polso). Evidentemente non mi posso che dichiarare soddisfatto su questo aspetto che è tutt’altro che secondario. Molti infatti (giustamente) vedono come grande limite il fatto di doversi preoccupare della carica anche dell’orologio, dopo che giornalmente è obbligatorio gestire smartphone, tablet e altri dispositivi.
Il display in tutto questo ha logicamente il suo peso. Dichiarato come display e-paper (per cui assimilabile a quello di un qualunque ebook reader) appare in realtà quasi una via di mezzo tra quest’ultima tecnologia e un classico LCD. Considerato oltretutto che la retroilluminazione non potrebbe essere tale con un e-ink (non è possibile illuminare da dietro un display di quel tipo) mi chiedo quale coniglio abbiano tirato fuori dal cilindro! Senza addentrarci troppo nei tecnicismi, do merito ha chi lo ha progettato perchè il display ha una resa ottimale in qualsiasi condizione di luce (anzi sotto la luce diretta del sole da il meglio di se). La stessa retroilluminazione che menzionavo prima è assolutamente uniforme e neutra su tutta la superficie del display.

Tutto questo per un ingombro minimo (Pebble è più piccolo di un qualsiasi altro mio orologio classico..) e un peso che sfiora i 40 gr. Credo che meno di così non si potesse ottenere, e mi chiedo dove trovi posto la tecnologia di cui è composto…
La sua impermeabilità poi lo rende adatto a qualsiasi uso all’aria aperta. Senza dover necessariamente aver l’esigenza di portarlo in piscina o al mare, non ci dovrà spaventare uno scroscio di pioggia durante una corsa o banalmente potremo tenerlo al polso durante la doccia, magari perchè stiamo aspettando una mail o un messaggio importante 🙂

Aggiornare Pebble? Semplice e immediato

Tormando a uno degli argomenti iniziali è importante poi parlare dell’immediatezza di uso dell’orologio. Non è necessario collegarlo ad altro che alla sua app di riferimento (chiamata appunto Pebble) grazie alla quale riceve gli update che possono essere acquisiti anche con QRcode o con semplici collegamenti del browser (lo vedrete nella video review che mettrò on line a breve). Scelto cosa installare (per adesso semplici watchface e qualche piccola app) sarà sufficiente qualche secondo per averlo sull’orologio, senza sincronizzazioni di sorta o problemi di accesso.

Gli stessi update del sistema operativo di Pebble vengono gestiti dalla app di riferimento. Alla prima accensione è stato eseguito l’aggiornamento all’ultimo rilascio 1.10.2 (come prima operazione) ed è durato solo pochi istanti.
E qui arriviamo all’ultimo punto della lista: affidabilità
Da quando lo uso non è andata persa nemmeno una notifica. Non so esattamente se mai Pebble perda la connessione dallo smartphone, non c’è avviso di sorta (a parte lo stato della notifica visibile sulla barra dello smartphone stesso) ma non è ancora successo che non riesca a raccogliere una notifica. Fino a questo momento la sua affidabilità si attesta a un tondo 100%, per cui non si può che riconoscere la bontà della progettazione software del suo sistema, sotto questo aspetto.

Credo si sia capito che questa è una promozione su tutta la linea, la conferma ultima di ottimi presupposti che si sono concretizzati in un prodotto che fa della sua semplicità un elemento di forza. Ma che allo stesso tempo mostra profondità e potenzialità davvero uniche. Per chi volesse oggi dotarsi di uno smartwatch che non sia un semplice orpello da mostrare ma un oggetto utile e che sappia rendere meno ansioso il lato digitale delle nostre vite, aiutandoci a non perdere nessuna comunicazione (o a riceverla in ritardo) , non può non considerare l’idea di mettersi in coda ed effettuare un bel preorder.
Non credo davvero che ne rimarrà deluso 😉

[UPDATE] Pebble smartwatch è ora in vendita anche sullo store di Amazon.

Pebble smartwatch, la recensione definitiva
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