Quanto costa i’m Watch a Ennio Doris

Gli obiettivi sono sempre da inseguire con determinazione, ma fino ad adesso l’avventura tecnologica di Ennio Doris si e’ solo colorata di rosso. Dal travaglio lungo un anno ai negozi monomarca che si stanno per aprire a Dubai il passo non e’ poi cosi’ lungo, ma e’ dura far quadrare i conti.

Quando i’m Watch venne presentato si grido’ al miracolo, sulla carta davvero prometteva tanto ed esteticamente appariva accattivante, molto. Poi e’ successo un po’ di tutto e sono andati accumulandosi i mesi di ritardo e i problemi. Finalmente i’m Watch vide la luce e anche io ho avuto modo di provarlo e condividere con voi le mie impressioni, anche attraverso i video. Purtroppo le alte aspettative sono andate in parte deluse. Quello che i’m Watch prometteva (sostanzialmente effettuare una chiamata dal polso) era in sostanza impossibile da fare. La base tecnologica (non si e’ mai capito se per limiti hardware o software) evidentemente non era sufficiente e non sono bastati gli update (per giunta numerosi, c’e’ da dare atto) a rimediare una situazione che da quasi subito e’ apparsa compromessa. A questo grave handicap si aggiunta anche una inadeguata concezione relativa all’uso di i’m Watch. Non avendo mai sviluppato una app che potesse funzionare da interfaccia (come ormai hanno tutti gli smartwatch)  l’orologio si deve attrezzare con mezzi propri per ricevere aggiornamenti, appoggiandosi sul poco utilizzato protocollo tethering bluetooth 9poco utilizzato e dalle prestazioni altalenanti). Questo cosa vuol dire? Che le notifiche e le informazioni in arrivo dal web ci vengono trasmesse solo a intervalli regolari (e con un tempo minimo di 1/4 ora) ma non in tempo reale. Viene cosi’ a perdersi  il secondo motivo per cui  dotarsi di un device di questo tipo, cioe’ l’immediatezza e la comodita’ di non dover sempre ricorrere allo smartphone all’arrivo di ogni notifica.

Ma piu’ di ogni altra considerazione sono i numeri a indicarci la realta’ dei fatti. Nei primi 3 mesi di quest’anno i’m Watch è stato venduto in 4.300 esemplari, per un controvalore di 1,1 milioni di euro. Non pare poco. Questo, direte voi, stride un po’ con le mie parole di prima. C’e’ pero’ da considerare il potente fattore marketing, settore nel quale Ennio Doris e’ maestro, con la successiva invasione dei mercari medio orentali dove non a caso i’m spa sta per aprire i primi negozi monomarca, a Dubai e Kuwait City. Tipicamente sono aree di mercato dove si fa piu’ ricerca di oggetti di ornamento piuttosto che tecnologicamente estremi ed evoluti (o funzionali). Gli accordi di distribuzione (in Svizzera, Olanda, Belgio, Slovenia, Grecia, Romania ed Israele) contribuiscono a fare il resto, nonostante tutto con piu’ di 7000 pezzi in magazzino puo’ permettersi di approvvigionare velocemente i negozi….

Insomma, l’esposizione di Doris nella societa’ fino ad adesso non e’ stata da poco. 4 milioni di euro in prima istanza, piu’ altri 2,6 milioni versati per aumentarne nuovamente il patrimonio. Totale 6,6 milioni. Certo contando su accordi commerciali azzeccati e su una buona campagna marketing il portafoglio potra’ tornare un po’ a sorridere, ma forse sarebbe stato meglio puntare di piu’ sui contenuti e su una ricca comunicazione social per coinvolgere gli utenti (cosa che e’ stata ignorata in maniera imbarazzante).

Ennio Doris con Massimiliano Bertolini e Manuel Zanella, ideatori di i’m Watch

Che il mercato stia cambiando, anche a livello di comunicazione, se ne sono accorti tutti e forse i fiumi di denaro versati e i finanziamenti non sono piu’ l’unico  sistema per strutturare una strategia di vendita vincente. Dovrebbero insegnare qualcosa le piattaforme di crowdfunding e la comunicazione social e soprattutto i numeri che riescono a realizzare piccole societa’ partendo da capitali molto ma molto piu’ ridotti di quelli messi a disposizione di i’m spa. Ma mi pare che qui siamo ancora molto legati a un passato difficile da superare e che mi fa sentire la sgradevole sensazione che il treno e’ passato senza che nessuno ci sia riuscito a saltare sopra.

Umilmente do un piccolo consiglio ai vertici di i’m: pensate al seguito di i’mWatch, progettando un terminale piu’ semplice ma completo e utile. Usate materiali meno nobili per contenere i costi, dotatelo di un display a basso consumo e rendetelo waterproof. Sviluppate una app completa per controllarlo e regalategli il real time e le notifiche push. Vendetelo alla meta’ del prezzo. Avete il know-how, un nome abbastanza riconosciuto e una struttura gia’ avviata. Mantenete l’ottimo stile estetico che vi contraddistingue e che puo’ essere un elemento vincente.

Una previsione da quatto soldi, ma secondo me vendereste enormemente di piu’ e con maggiore soddisfazione. Coltivando meglio i canali social potreste risparmiare anche molto in pubblicita’. Le previsioni degli analisti parlano di quasi 5 milioni di smartwatch venduti nel 2014. Qual’e’ la fetta che vi interessa? Pensateci

Quanto costa i’m Watch a Ennio Doris
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