Omate TrueSmart: cosa nasconde la sua “gobba”?

Con TrueSmart si sta definendo una nuova categoria di devices e l’elettronica si farà sempre più spinta. Ecco come Omate ha pensato il suo smartwatch all-in-one

Forse non tutti l’hanno notata ma la piccola gobba che si vede sul dorso del cinturino ha un’importanza fondamentale per l’ “ecosistema”  TrueSmart. A parte scoprire effettivamente la sua funzione è interessante prima pensare al percorso che ha portato ad adottare una soluzione di questo tipo, con i relativi vantaggi (e qualche svantaggio)..

Innanzitutto di cosa si tratta? La gobba (nemmeno troppo evidente a una prima occhiata) contiene due chip fondamentali per il funzionamento dell’orologio, cioè il GPS e l’antenna 2G/3G. Avere questa parte di elettronica non solidale con tutto il resto (alloggiato dentro la cassa)  ha in realtà una valenza doppia: consente di risparmiare preziosissimo spazio all’interno del corpo dell’orologio e di diminuire in maniera sensibile il suo ingombro e, seconda cosa, consente alle due antenne di lavorare in maniera ottimale e di non subire influsso e i disturbi che avrebbero potuto portare le altri parti elettroniche.

Il giovane fondatore/CEO di Omate Laurent Le Pen ha rilasciato un’intervista sulla sua creazione parlando specificatamente di questo aspetto e dichiarando che

  It’s probably the most important part in the design of the product – it’s what makes the product not look like huge… challenge in fine-tuning the reception… decided to kick off the project when we succeeded to do that.

Addirittura il progetto non avrebbe preso vita prima della progettazione e della realizzazione della “gobba” che, come dice lo stesso Le Pen, non incide troppo nell’estetica globale dell’orologio ma ha consentito di aumentare molto la qualità e la sensibilità del segnale. Soprattutto in termini di GPS la cosa ha un’importanza non da poco. Infatti uno degli usi più interessanti che si possono pensare per Omate TrueSmart è quello che prevede la navigazione pedonale o il geotag delle posizioni, piuttosto che la rilevazione della posizione per trovare punti di interesse (mi viene in mente tra tutti Google Local). I vantaggi per quello che riguarda l’antenna GSM/3G sono facilmente intuibili: migliore sensibilità linea voce/dati, elemento che è sempre stato un pò il tallone di Achille di questi dispositivi. A Ottobre (si spera) quando arriverà il nostro Omate TrueSmart potremo saperne di più e avrò modo di verificare se effettivamente la resa di questa soluzione.

Omate TrueSmart

Gli svantaggi? In realtà pochi. Un lievissimo ingombro (che però come dice Le Pen non influisce troppo sulla linea del’orologio) e l’impossibilità di cambiare il cinturino in caso di rottura con un altro standard o nel caso fosse rovinato. Essendo parte integrante dell’elettronica potrebbe presentare anche qualche criticità nel punto di giunzione tra il cinturino stesso e la cassa. Sarà uno dei tanti aspetti che valuteremo di questo Omate TrueSmart, forse tra soli due mesi. Nel frattempo la campagna crowdfunding su KickStarter.com prosegue a vele spiegate e ci sono ancora 24 giorni per potersi aggiudicare un TrueSmart, sbrigatevi!

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Omate TrueSmart: cosa nasconde la sua “gobba”? ultima modifica: 2013-08-27T12:06:40+00:00 da Stefano Ratto

One Response to Omate TrueSmart: cosa nasconde la sua “gobba”?

  1. […] stessa. Cominciando dalla particolare gobba sul cinturino (della quale ho parlato qui), sono esattamente nella stessa posizione i pulsanti laterali, la fotocamera e soprattutto i […]

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