Galaxy Gear restituito da un terzo degli utenti americani

Questo dato e’ piuttosto eclatante ma non mi sento sorpreso piu’ di tanto.
Se qualcuno ha esitato a chiamare il Galaxy Gear un flop, nonostante tutte le recensioni negative, i consumatori hanno espresso in maniera insindacabile il loro giudizio: quasi un terzo dei proprietari di Gear Galaxy restituisce il dispositivo.

Geek.com ha carpito una nota interna di Best Buy e di Samsung nella quale viene indicato il tasso di ritorno, che e'”superiore al 30 per cento.” Sembra che le due aziende siano un po’ perplesse in merito a questo dato, e nello stesso memo si chiede ai dipendenti di contribuire a capire perché i clienti sono così insoddisfatti. I consumatori sono probabilmente investiti dagli stessi problemi che abbiamo avuto modo di vedere nelle svariate recensioni che ormai popolano il web: il Galaxy Gear richiede uno smartphone per funzionare, ma non è compatibile con la maggior parte degli smartphone (anzi con pochissimi). Non supporta la maggior parte delle applicazioni, incluse le applicazioni di Google, che sono tra le più popolari su Android (la cosa di per se e’ gia’ abbastanza inspiegabile).

Mentre diversi cellulari Samsung saranno eventualmente aggiornati per funzionare con Gear, Samsung controlla solo circa il 24 per cento del mercato statunitense. Anche se Galaxy Gear potesse lavorare con tutti i telefoni Samsung, sarebbe comunque incompatibile con il 76 per cento degli smartphone.

Per essere onesti, nelle demo Gear fa un’ottima figura. Il problema e’ che le app che vengono utilizzate il piu’ delle volte non sono le stesse che i reali utenti poi installano sui loro smartphone. Per esempio il client di posta (supportato solo il nativo POP3 di Android) oppure social e IM.

Per quanto il Galaxy Gear ha modo di farsi conoscere da una vasta platea (proprio in questi giorni ha fatto la sua apparizione l’ultima campagna Samsung con la faccia del campione di calcio Messi), ha dimostrato di aver mancato totalmente il bersaglio. Un dispositivo quasi totalmente inutile (se non forse per sostenere qualche chiamata in auto in mancanza di un auricolare) che soffre di limitazioni grandissime (non ultima appunto la compatibilita’) e che “assomiglia” troppo a uno smartphone per guadagnare credibilita’ verso il grande pubblico.

Samsung avra’ imparato la lezione?

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