Pebble, il senso della sua rivoluzione

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Se si affronta l’argomento Pebble così come si farebbe con qualsiasi altro prodotto, probabilmente si commetterebbe un grossolano errore. Pebble è per gli smartwatch quello che iPhone è stato per gli smartphone. Pensiero un po’ troppo semplificato penserete voi, ma la realtà delle cose è esattamente questa. Il perché in realtà è da ricercarsi lungo il percorso (a tratti molto accidentato) che più di un anno fa Eric Migicovsky (CEO di Pebble) ha intrapreso.

Ma per comprendere la filosofia alla base del concetto Pebble, basta rileggere una breve dichiarazione dello stesso Eric

Lo abbiamo costruito impermeabile e resistente all’acqua, da subito. Da subito lo abbiamo pensato in modo che la batteria durasse almeno 5/7 giorni. Il nostro obiettivo non era quello di costruire un gadget solo per persone super-geek, il nostro obiettivo era di costruire qualcosa che avrebbe potuto essere indossato da chiunque, fornendo un valore aggiunto alla vita di tutti quelli che lo avrebbero indossato.

Potrebbero sembrare parole e considerazioni un po’ troppo alte, ma non è così. Il termine “semplice” ha assunto un nuovo significato se usato per definire Pebble. E l’intuizione avuta dal buon Eric e dal suo piccolo team (piccolo ma molto preparato) è stata ampiamente ripagata, sia in termini monetari che di immagine. Pebble al momento è ancora il termine di paragone per chiunque (e sono molti) si voglia misurare in questo nuovo mercato che, a dispetto degli scettici, sta avanzando e sta assumendo sempre più importanza.

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Il video che condivido in fondo e tutto l’interessante articolo che trovate sulle pagine del nuovo sito dedicato gli smartwatches, Smartwatch Fans, sono interessanti perchè mostrano un po’ del dietro le quinte di casa Pebble, facendoci intravedere l’ambiente dove prendono vita le idee e le soluzioni che poi trovano applicazione nel sistema operativo del piccolo orologio. Le idee appunto sono parte della sostanza che alimenta questo ecosistema: la sua community.

E’ l’elemento che più di ogni altro è in grado di decretare il successo di un prodotto piuttosto che di un altro. La qualità dell’hardware che sta alla base vuol dire molto ma se a questa si aggiungono orde di sviluppatori e appassionati (che sono poi la benzina di questo motore) sarà più facile centrare l’obiettivo.

Buona lettura e buona visione :-)

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Pebble, il senso della sua rivoluzione ultima modifica: 2014-01-03T10:43:44+00:00 da Stefano Ratto

2 Responses to Pebble, il senso della sua rivoluzione

  1. LucaS888 scrive:

    Non hanno creato il pebble per essere il migliore, l’hanno creato per rispondere nel miglior modo possibile a certe specifiche.
    Che sia risultato il migliore è solo una diretta conseguenza di questo, e della concorrenza che ancora non ha capito come deve essere uno smartwatch.
    In questa “filosofia” si può trovare la somiglianza con il progetto iphone ai suoi esordi.

  2. Germano scrive:

    See vabbè…
    mai il mondo è stato prodigo come adesso di smartwatch e su questi sito si posta un articolo al mese…
    leggerò il Secolo XIX e ho più speranza di trovare qualche news…

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