Smartwatch e crowdfunding, pro e contro

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Spesso in passato abbiamo parlato di crowdfunding a proposito di smartwatch. Molti dei modelli che abbiamo esaminato in questi mesi sono nati dalle movimentate fucine di siti come Kickstarter e Indiegogo. Tirando le somme però potremo renderci conto che di tutti i progetti che si sono sviluppati su quella piattaforme, ben pochi hanno avuto modo di approdare ai nostri polsi.

Il filo conduttore che accomuna un po’ tutti è quello del ritardo, per i motivi più disparati e con tutte le giustificazioni del caso, ma sempre e costantemente ritardo. Non per niente anche i modelli come Pebble, Strata e Cookoo che sono adesso in circolazione hanno sofferto degli stessi problemi. Ricordo che per avere Pebble l’attesa ha sfiorato 1 anno, che nell’ambito del mercato dell’ information Technology è un tempo davvero lunghissimo. Poi si è rivelato comunque un grandissimo successo ma questo cambia di poco la sostanza.

Questo problema è ormai diventato una costante sulla quale potremo davvero scommettere. Solo negli ultimi giorni sono stati annunciati i ritardi di Kreyos Meteor e purtroppo anche dell’atteso Omate TrueSmart, oltre che di altri (ricordo l’ottimo -sulla carta- Agent Smartwatch che è scomparso dai nostri orizzonti).

Il problema è purtroppo all’origine dei tanti malumori che ormai serpeggiano sulla rete. La logica e la filosofia del crowdfunding  stesso sponsorizzano le idee anche (e soprattutto) quando a promuoverle sono piccoli gruppi di intraprendenti geek. Purtroppo non paiono ugualmente validi a gestire anche la parte organizzativa e logistica, soprattutto quando ottengono un risultato eclatante che cambia i numeri e le proporzioni. Pebble si trovò ad affrontare una produzione iniziale di più di 80.000 pezzi senza avere i mezzi per farlo e le difficoltà furono innumerevoli.

In tutto questo gioco chi rischia di avvantaggiarsi seriamente sono le grandi aziende del settore, come Sony e Samsung, che possono permettersi di “rubacchiare” buone idee e spunti e girare tutto in produzione grazie alla infrastrutture collaudate delle quali dispongono. Al contrario chi perde credibilità è lo strumento stesso del crowdfunding che ha si  il grandissimo merito di aver introdotto un nuovo modello di business ma che soffre inevitabilmente di questa grande frammentazione.

Voi quale smartwatch state aspettando? :-)

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Smartwatch e crowdfunding, pro e contro ultima modifica: 2014-01-28T11:40:41+00:00 da Stefano Ratto

4 Responses to Smartwatch e crowdfunding, pro e contro

  1. faby scrive:

    Io ho un Truesmart con parecchi problemi.
    Prima di tutto telefonando si crea un echo che crea non pochi problemi, inoltre non posso accoppiare con il mio phone… Spero che vengono risolti

  2. Alex scrive:

    Innanzitutto sono contento di vedere un post, cominciavo a preoccuparmi, soprattutto in questo periodo in cui le novita’ ci sono state.
    Io ho esperienza sia con Indiegogo che con Kickstarter, ma devo dire che il primo per ora mi ha dato solo problemi, fra cose che non sono mai arrivate e altre in ritardo, ho solo speso soldi e nessuno si e’ mai premurato di restituirmeli o per lo meno rispondere alle mie rimostranze. Kickstarter per ora, non so se e’ un caso o no, ma ha dato risultati (vedi Pebble, che alla fine e’ arrivato e mi da’ molte soddisfazioni).
    Non so, alla fine chi non vuole rischiare e’ meglio che si rivolga ai grandi rivenditori, dove fra l’altro ultimamente ho visto anche il Cookoo smartwatch.

    • smartwatch_ita scrive:

      E’ stato un periodo piuttosto….intenso.
      Facendo tutto da solo se manco io il blog e’ fermo totalmente.
      Adesso spero di ritagliarmi il tempo di lavorarci con una certa regolarita’, vedremo…
      Io non ho esperienza con Indiegogo, invece ho partecipato a 4 progetti su Kickstarter (tutti conclusi, uno solo -Pebble- arrivato, gli altri tre a breve).
      Alla base deve esserci fiducia si, ma anche la sicurezza di non perdere i soldi dati in finanziamento per un progetto che fallisce o che non viene portato a termine anche se ha raccolto i fondi necessari.
      Su questo aspetto ancora non mi fido molto di Indiegogo, di piu’ di Kickstarter (che presenta progetti per conto mio molto piu’ documentati).

  3. […] tutto è bene quel che finisce bene, ora i coraggiosi finanziatori dovranno solo attendere un tempo assolutamente indefinito per entrare in possesso del loro esemplare di Rufus Cuff ma chi volesse unirsi ai 1799 (per ora) […]

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