Android Wear, che la rivoluzione abbia inizio

Prima o poi sarebbe dovuto accadere. E non poteva essere che Google a mettere ordine in un universo che si stava espandendo con la velocità del Big Bang senza riuscire a trovare una direzione coerente e stabile. Lo fa rilasciando il sistema operativo che è destinato a diventare il riferimento per chiunque altro in questo settore: Android Wear.

La gestazione di questo “piccolo” OS non crediate sia stata una passeggiata e parte da molto lontano. Due anni e mezzo fa Google si accorge che quella della wearable technology sarebbe stata la strada da percorrere nel futuro. Non più un unico dispositivo (lo smartphone) ma un ulteriore livello di personalizzazione del nostro alter ego digitale. Per creare un ecosistema proiettato nel futuro si affida a elementi già conosciuti e familiari, concettualmente vecchi mi verrebbe da dire. Sono gli occhiali (Google Glass) e gli orologi (da ieri Android Wear). Questa scelta in parte è stata obbligata, da un altro verso ha permesso a Google di sviluppare le proprie avveniristiche tecnologie su un terreno familiare a molti senza dover necessariamente “inventarsi” una tipologia di device che fino a ieri non esisteva.

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Android Wear cambierà il nostro approccio al mondo smartwatch?

Detto questo torniamo al nostro neo nato Android Wear. L’elemento di congiunzione tra Android e il suo figlio minore sarà immediatamente riconoscibile, esiste già e si chiama Google Now. E’ infatti l’assistente del sistema con il robottino verde  che rappresenterà l’anello di congiunzione tra lo smartphone, lo smartwatch e il mondo esterno. Il comando vocale “OK Google“, così come succede per i Google Glass, sveglierà dal suo sonno l’orologio mettendoci a disposizione infiniti servizi che ci assisteranno nelle ricerche, nelle interazioni con i social, nella navigazione e in molto altro. La stessa interfaccia grafica (per la quale sono apparse giusto oggi alcune schermate) si presta benissimo a questo uso. Estremamente chiara, leggibile, immediata. Chi lo usa sullo smartphone sa di cosa parlo.

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Come succede ormai da anni per gli smartphone, avremo perciò una base di sistema comune e aperta, mentre assisteremo alla nascita di tanti terminali diversi che accoglieranno soluzioni hardware differenti. Proprio sotto questo aspetto si aprono scenari davvero inaspettati e chissà quali saranno le novità che ci aspettano. In realtà una di queste è rappresentata dal prossimo Moto 360 che appare mille miglia lontano dagli smartwatches che siamo abituati a maneggiare  e che si candida a diventare sicuramente lo smartwatch più evoluto, performante e (fatemelo dire) bello. La sua fo rma classica e i materiali pregiati come la pelle ne faranno sicuramente uno degli oggetti più desiderati della seconda metà di questo 2014 (è prevista la sua uscita in estate). Come il 2014 ormai sarà l’anno degli smartwatch, senza considerare il fatto che Apple ancora deve fare le sue mosse. Saranno sorprendenti allo stesso modo? E voi cosa ne dite di questo nuovo Android Wear?


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