Smartwatch Story [parte terza: domani]

smartwatch story

Cosa ci potremo aspettare domani? Gli smartwatch subiranno profonde trasformazioni e innovazioni, diventando molto più personali e personalizzabili.

 Il domani è rappresentato soprattutto da Android Wear. Il sistema operativo creato da Google per dispositivi indossabili, e che non troverà posto solo nell’ambito smartwatch, dominerà sicuramente la scena in futuro. Praticamente qualsiasi azione intrapresa dal gigante delle ricerche di Mountain View ha riscosso successo, la storia del motore creato da Sergey Brin e Larry Page è universalmente conosciuta ed è facilmente immaginabile l’impatto (e la conseguente spinta) che deriverà dal debutto in questo mercato. Android Wear, rispetto a chiunque altro, potrà sfruttare corsie preferenziali verso Android che nativamente gli consentiranno integrazioni che difficilmente altri sistemi per smartwatch potranno mai sviluppare. Soprattutto l’interfaccia verso Google Now (l’assistente “personale” integrato in Android) sarà quella che, anche visivamente, richiamerà un ambiente familiare dentro il quale sapremo già muoverci e che potrà rispondere a infinite esigenze.

Moto 360

Il Motorola Moto 360 con Android Wear

Leggi anche “Smartwatch Story” prima e seconda parte

Volendo e potendo immaginare, nel campo delle ipotesi in realtà possiamo annoverare un po’ tutto. E’ innegabile però che saranno le innovazioni a decretare in futuro il successo o meno degli smartwatch, anche come appartenenti a quella wearable technology della quale fanno parte anche i futuristici Google Glass: display pieghevoli o curvi, nuove batterie capaci di assicurare mesi di autonomia, materiali sempre più leggeri e indossabili, ma non solo. I sistemi a bordo di questi ipotetici devices saranno in grado di autoapprendere dal proprio utilizzatore, immagazzinando dati sulle sue abitudini e il suo stile di vita, fornendo un’assistenza continua (ma discreta) ricca di suggerimenti e indicazioni utili (e molto personali).

smartwatch concept

 

Monitorando il nostro sonno e i bioritmi potranno essere utili nella quotidianità ma anche in ambito medico e sportivo, ci forniranno i giusti suggerimenti per raggiungere una destinazione informandoci su tutto quello che accade intorno, alimentando un flusso di informazioni a sua volta proveniente da social, community e identità digitali di diverso tipo. Davanti a un negozio di scarpe (e sapendo di incontrare il nostro gusto) lo smartwatch ci informerà sulle promozioni in corso suggerendoci i nostri modelli preferiti e magari la disponibilità e il costo in tempo reale. Così come in una città a noi sconosciuta potrà informarci sugli eventi in corso che potrebbero interessarci, oppure sui ristoranti che preparano i piatti che più ci piacciono. Basterà chiedere? Forse non sarà nemmeno necessario, forse il nostro smartwatch saprà interpretare il nostro pensiero e il nostro bisogno, nel preciso istante in cui questo si manifesterà.

iWatch_Concept

Vi sentite un po’ minacciati da questa prospettiva? Non preoccupatevi, vi basterà spegnerlo e appoggiarlo sul comodino, come siete sempre stati abituati a fare con il vostro vecchio orologio. State certi che il giorno dopo avrete comunque bisogno di lui, della sua discreta, silenziosa e rassicurante presenza…

Vota questo post
Smartwatch Story [parte terza: domani] ultima modifica: 2014-06-09T09:41:42+00:00 da Stefano Ratto

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Tutti i diritti riservati - www.thelongrun.it -