HOT Watch e Kreyos Meteor, quando il crowdfunding fallisce

HOT WATCH FAIL

Di entrambi ho parlato a lungo, difficilmente lo farò in seguito. Sono due smartwatch accomunati da un destino comune piuttosto triste, per quanto le loro storie siano differenti.

Partiamo da Kreyos Meteor che è nato davvero sotto i migliori auspici, promettendo molto a livello hardware e di Kreyos Meteor failfunzionalità software, soprattutto con una chiara predisposizione all’utilizzo in ambito fitness. Comandi con gesture, chiamate a mani libere, resistenza all’acqua per l’uso in piscina (IP67), ampia scelta di applicazioni, 7 giorni di autonomia.

Praticamente tutto è stato disatteso. Succede infatti che (dopo aver accumulato anche un importante ritardo) i Kreyos Meteor consegnati nei giorni scorsi risultano essere deficitari praticamente sotto qualsiasi aspetto. Batteria che consente poco più di un giorno di utilizzo, resa vocale delle chiamate pessima, acqua che entra anche facendo una semplice doccia, assemblaggio dei tasti disastroso e, da ultimo, risulta quasi impossibile da associare via bluetooth con tantissimi smartphone, anche di ultima generazione.

Kreyos Meteor fail

Tutto questo ha logicamente generato una sollevazione di massa di una community che è passata velocemente ad una vera e propria indignazione. In pratica tutti quelli che avevano dato fiducia a questo progetto e che hanno fatto entrare più di 1,5 milioni di $ nelle tasche dei creatori di Kreyos. Ci saranno update software, sicuramente. E qualche difetto verrà sicuramente sanato, ma non tutto e non sicuramente i problemi hardware che tali rimarranno.

Il secondo (negativo) esempio è quello di HOT Watch, della fantomatica PHTL. Forse l’iter di questo smartwatch è da ritenersi ancor più disastroso. E’ infatti in ritardo di più di un anno (superando addirittura quello di Pebble che però è risultato poi un dispositivo realizzato in maniera egregia) ma il ritardo in se stesso non è l’elemento peggiore.

hot watch fail

Ultimamente infatti la società ha diffuso alcuni comunicati (prima di sparire) dichiarando che erano in corso le spedizioni dei primi modelli, cosa che poi si è rivelata del tutto falsa. Infatti pare che ne siano stati inviati solo alcuni (tre, quattro?) e realizzati in maniera disastrosa. Mostrano infatti segni di colla mal applicata e altri difetti. Nelle settimane scorse è anche apparso su YouTube un video di unboxing che poi si è saputo essere stato realizzato da un collaboratore della stessa società. Oltre al danno la beffa. Ricorderete che qualche tempo fa avevo dedicato un post alla disastrosa timeline di questo smartwatch, da allora le cose sono andate addirittura peggiorando.

Cosa ci insegna questo? Non che il meccanismo del crowdfunding sia il male. Io ho partecipato a diversi progetti, che si sono tutti conclusi felicemente e ancora mi piace cercare tra le pieghe di KickStarter e di IndieGoGo per cercare oggetti interessanti da finanziare ma è un dato di fatto che così le cose faticano ad andare avanti. Troppe poche tutele per i finanziatori che spesso, come in questi due casi, si trovano impotenti e sono impossibilitati a riavere le somme versate e che poi dimostrano (giustamente) sul web tutta la loro delusione cercando l’appoggio di chi ha subito lo stesso trattamento. Consolazione misera davvero. Quello che posso consigliarvi è di NON ordinare i due smartwatch oggetto di questo post (che nonostante tutto continuano a raccogliere ordini sui rispettivi siti web), nonostante tutto il mercato adesso comincia ad offrire valide alternative. Statene alla larga, mi raccomando.

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HOT Watch e Kreyos Meteor, quando il crowdfunding fallisce ultima modifica: 2014-08-29T19:02:19+00:00 da Stefano Ratto

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