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Apple Watch, delusione per lo smartwatch Made in Cupertino?

Mi stavo un po’ documentando in merito alle caratteristiche del nuovissimo Apple Watch, che è stato presentato l’altro ieri e vedrà effettivamente la luce a inizio 2015 (perché così tardi?). Posso dire di essere rimasto un po’ deluso?

Non ho mai amato l’ecosistema Apple, ma ho sempre riconosciuto di conoscerlo poco, per cui non mi avventurerò in considerazioni troppo ardite e che potrebbero poi venir confutate con facilità. Ho nello stesso modo riconosciuto da sempre che Apple (sotto la guida del compianto Jobs) ha sempre fatto dell’innovazione il suo campo di battaglia, lasciando ad altri dispute su potenza di calcolo e quantità di RAM, preoccupandosi di dotare i suoi terminali di quel qualcosa in più che avrebbe poi fatto scuola.

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Forse oggi non è più così, forse davvero si è chiuso un ciclo e Apple è un po’ rientrata nell’alveo della normalità, si è allineata ad alcuni standard. Per conto mio questo Apple Watch è l’ennesima conferma, considerato che non possiamo catalogare come innovazione l’utilizzo di una rotellina oppure di un simpatico meccanismo di sgancio del cinturino. Anzi, se posso essere sincero, mi verrebbe da derubricare a pacchianata il modello edition placcato in oro.

In ogni caso, cosa offre di più, concettualmente, questo Apple Watch rispetto alla generazione ultima di smartwatch, limitandoci a quelli presentati alla recente IFA di Berlino e ormai pronti per il mercato? Praticamente niente. Il concetto applicato a questo dispositivo indossabile è esattamente pari a  qualsiasi altro. Gli verranno inoltrate notifiche provenienti da iPhone (potrà logicamente essere connesso solo a iPhone 5 e 6), potrà parlare con Siri, potrà comandare in remoto alcune funzioni (player musicale, GPS).

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In realtà, come ho letto davvero molte volte in questi giorni, Apple Watch assomiglia a un prodotto di prima generazione, a qualcosa di già visto, piuttosto che a un device che dovrebbe fare il mercato. Non ha un grande appeal stilistico ed è sostanzialmente anonimo. Mi sarei davvero aspettato di più.

Non nasce un Steve Jobs tutti i giorni, mi pare evidente.

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