Kreyos, la verità su Meteor

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Si chiude un capitolo piuttosto doloroso del crowdfunding, come già avevamo avuto modo di approfondire. Quest’ultimo passaggio di Steve Tan, fondatore di Kreyos, definisce finalmente i termini della questione e fa luce almeno parzialmente su tutte le responsabilità.

In realtà il quadro che ne esce fuori è quanto meno incredibile dal punto di vista dello svolgimento di una vicenda che, con qualche semplice aggiustamento, potrebbe essere buona per un film di fanta spionaggio, con contorni drammatici. La spiegazione di tutta la vicenda lo potete leggere in tutta tranquillità seguendo questo link, non mi dilungherò troppo a raccontarvi quello che già Steve ha espresso con un racconto davvero lungo e molto dettagliato. Da subito si assume tutte le responsabilità, come è giusto che sia per il CEO di un’azienda che ha praticamente sbagliato tutti i possibili passaggi che avrebbero dovuto portarla a rilasciare sul mercato un prodotto che, se fosse nato bene, sarebbe andato incontro a sicuro successo (che invece è terminato subito dopo la campagna crowdfunding di Indiegogo).

Premessa doverosa: Steve Tan di smartwatch non ci capisce nulla. Non solo di smartwatch in generale, ma è totalmente digiuno in merito a qualsiasi altra materia tecnica. E’ infatti un esperto di marketing e sostanzialmente si è fatto trascinare in quest’avventura perché, a suo dire, manovrato dall’azienda che in realtà avrebbe dovuto realizzare Meteor. Questa azienda ha il nome di VIEWCOOPER CORP e il suo CEO si chiama Pro Yang. Questa persona pare che si sia comportata in maniera davvero disonesta e oltre a lucrare molto pesantemente sulle commesse e sugli importi pattuiti, ha agito alle spalle di Steve Tan anche in merito a decisioni tecniche e di sviluppo dell’hardware.

C’è un passaggio particolare e piuttosto comico. Prima dell’inizio di tutta la vicenda, quando ancora non erano stati definiti i termini di questa aggrovigliata vicenda, Pro Yang contatta Steve Tan per proporgli lo sviluppo di uno smartwatch portandogli ad esempio Pebble che in quel periodo aveva appena terminato su KickStarter la sua esplosiva campagna. Il CEO di  VIEWCOOPER in quell’occasione puntò il dito sui problemi di produzione che stava attraversando Pebble sostenendo che lui avrebbe potuto produrre uno smartwatch molto migliore e più complesso. Addirittura sostenne che Pebble lo aveva interpellato per avere aiuto in quanto il fondatore, Eric Migicovsky, non capiva nulla di progettazione. Questo passaggio fu cruciale, in quel momento infatti Steve Tan si convinse che anche una persona tecnicamente poco preparata come lui, avrebbe potuto riuscire in questo difficile settore. Con il senno di poi sappiamo tutti com’è andata, ma possiamo anche capire che genere di sprovveduto fosse Steve Tan, tanto da non essere in grado di verificare quanto sbagliate fossero le informazioni comunicate da Pro Yang.

Migikovsky ha avuto si dei problemi per arrivare alla produzione, ma non perché poco preparato, bensì perché dovendo produrre più di 80.000 Pebble doveva trovare un partner che gli potesse assicurare tali volumi di produzione. Questo la dice lunga su impreparazione, ingenuità, fiducia mal riposta.

Ragionate sempre sul fatto che molti soldi sono girati attorno a questa vicenda e molti sono entrati nelle tasche della ViewCooper senza che effettivamente gli spettassero, casomai è vero il contrario. Certo Steve Tan (che risponde anche alle accuse diffamatorie che gli sono state rivolte tempo fa) si è tolto (tardivamente) qualche sassolino dalla scarpa ma ad averci rimesso sono sicuramente le persone che gli hanno dato credito che si ritrovano adesso con un prodotto nemmeno lontanamente parente di quello che gli era stato promesso.

La morale, con il senno di poi, è facile da fare. Come è facile farsi trascinare dall’entusiasmo e finanziare una campagna crowdfunding senza approfondire, per quanto possibile, chi ci sta dietro. Perché ricordiamoci sempre che all’origine di tutto ci sono sempre le persone e questa vicenda, ancora una volta, ce lo insegna.

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Kreyos, la verità su Meteor ultima modifica: 2014-09-18T13:13:39+00:00 da Stefano Ratto

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