Qualcomm Toq, la recensione [UPDATE]

Qualcomm Toq Review

Qualcomm Toq è uno smartwatch che sotto diversi aspetti sorprende. I suoi contenuti non si fermano al solo display Mirasol, che da solo sarebbe sufficiente per una valutazione positiva, ce ne sono tanti altri ugualmente interessanti.

[UPDATE] Il Qualcomm Toq oggetto di questa recensione è in vendita, chi fosse interessato può avere più informazioni scrivendo a info@thelongrun.it

Questa che andate a leggere non vuole e non può essere una recensione equiparabile alle altre, perlomeno sarà un po’ fuori standard. L’approccio che è necessario avere con Toq per forza di cose deve essere diverso considerato che è uno smartwatch espressamente sviluppato e costruito per mostrare la validità di alcune soluzioni, prima fra tutte quella rappresentata dal bellissimo display Mirasol. Qualcomm dimostra infatti quanto sia forte la sua azione nel campo ingegneristico e dell’innovazione anche se poi sostanzialmente abbandona il suo Toq per ritornare a dedicarsi al suo core business che è lo sviluppo di microprocessori, anche se evidentemente sta allargando il suo campo di azione. Ma andiamo con ordine.

Dicevo all’inizio che il display Mirasol non è l’unico elemento da considerare tra le innovazioni, almeno rispetto ai tanti modelli che ormai popolano il mercato e verso i quali sono stato recentemente un po’ critico. Rappresenta sicuramente un punto di svolta e prevedo che nell’immediato futuro verrà adottato da altri produttori, non fosse altro per le sue caratteristiche perfettamente tagliate sulle esigenze di uno smartwatch:

  • Consumo estremamente ridotto
  • Colori always on
  • Leggibilità in qualsiasi condizione di luce
  • Alta velocità di refresh

Al momento nessun’altra tecnologia di display è in grado di soddisfare gli stessi punti, solo il Transflective di Sony si avvicina ma in condizioni di stand by non visualizza i colori, pur rimanendo sempre acceso (ma in una modalità apposita di basso consumo). A questo punto riconduco la mancata adozione di un pannello di tipo Mirasol sull’ultima generazione di smartwatch a un problema di costi o comunque di produzione meno conveniente per i costruttori, non si spiegherebbe perché non dotare i dispositivi di un display (che è il maggior responsabile del consumo di batteria) che gli assicurerebbe almeno il triplo di autonomia e la possibilità, non secondaria, di rimanere sempre acceso con una leggibilità ottimale anche sotto la luce diretta del sole.

qualcomm toq recensione

La seconda caratteristica peculiare di Qualcomm Toq è la ricarica wireless, sulla quale andrebbe aperto un capitolo a parte. Anche in questo caso Qualcomm si vuole distinguere e adotta una tecnologia sviluppata in casa, cioè WiPower™. Questa tecnologia consente la ricarica simultanea di più dispositivi su una stessa base. Qualcomm Toq viene fornito infatti di una particolare (e un po’ ingombrante) base di ricarica che può ospitare l’orologio e gli auricolari stereo bluetooth in due appositi alloggiamenti. Purtroppo gli auricolari ancora non si sono visti in commercio, non è escluso che arrivino a breve. Come avrete modo di vedere nella video review (che verrà pubblicata prossimamente) e nelle immagini di seguito, Toq si posiziona verticalmente e assume un interfaccia che mostra la ricarica e l’orologio. A ricarica ultimata è possibile mettere in posizione di riposo l’antenna e richiudere a libro la dock (utile anche per evitare che si riempa di polvere rimanendo nello stesso tempo più protetta). La batteria di Toq, di soli 240mAh, è in grado di assicurare un’autonomia superiore alla settimana di utilizzo (spegnendolo solo nelle ore notturne, da mezzanotte alle 07).

Qualcomm Toq Review

 

Avrete notato che Toq non ha interfacce fisiche. Nessun pulsante, nessun connettore. La ricarica senza fili l’abbiamo vista ma oltre al touch come si fa a interagire con lo smartwatch? In realtà i pulsanti ci sono ma sono “nascosti” all’interno del cinturino. Sono particolari pulsanti capacitivi a sfioramento, il primo dei quali, con un doppio tap, comanda l’accensione dell’illuminazione. Il secondo, in basso, consente l’accesso al menu di Toq o il ritorno della vista watchface. Questi pulsanti sono un’altra caratteristica esclusiva di Toq, non mi risultano su nessun’altro dispositivo.

Come funziona la UI di Qualcomm Toq?

Più di mille parole scritte, il video che vedrete tra qualche giorno vi farà comprendere molto bene come funziona la user interface di Toq. Si tratta logicamente di un sistema proprietario interamente sviluppato all’interno di Qualcomm e pensato appositamente per dare risalto all’ottimo Mirasol. Per cui grande utilizzo dei colori e viste orologio che cambiano dinamicamente la loro tinta. La companion app consente di intervenire sul sistema in ogni sua parte, permettendo la selezione di applet, l’attivazione del sensore per rilevare l’attività fisica, la gestione delle località in funzione del meteo e altro ancora. Ma soprattutto consente di gestire le notifiche da qualsiasi applicazione con relativo contenuto oltre che richiamare l’icona della app dallo smartphone per mostrarla direttamente sul display di Toq. E’ decisamente completa in ogni sua parte anche se mostra qualche mancanza. E’ impossibile, banalmente, impostare l’orario sulle 24 ore ma è disponibile solo il formato, più anglosassone, di AM/PM. Fortunatamente un firmware custom trovato sul web mi è venuto in soccorso e adesso ho un formato di ora a me più familiare.

Lato orologio i menu sono disposti con molta chiarezza, le applet presenti nel firmware sono:

  • Chiamate e registro (rubrica)
  • Calendario
  • Gestione player musicale
  • Meteo
  • Andamento azionario
  • Stato sistema
  • Settings
  • Activity
  • Notifiche
  • Cronometro

Ognuna di queste conduce a una sezione supplementare per accedere ai contenuti in un dettaglio maggiore. Per esempio il registro delle chiamate consente di rispondere con messaggi testo predefiniti o con l’acquisizione vocale, che purtroppo funziona solo in lingua inglese. Dal registro si può anche lanciare una chiamata voce che poi va gestita dallo smartphone. La localizzazione per il meteo funziona invece con una certa riluttanza, per dirla così, però è possibile impostare località fisse e il servizio è offerto da AccuWeather.com per cui piuttosto accurato. In ogni caso qui arriviamo all’ultimo capitolo, che racchiude più di una nota dolente..

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Cosa manca a Qualcomm Toq per essere perfetto?

La mia è una provocazione, la perfezione non esiste. Ma a Toq purtroppo manca tutto l’apporto di una community entusiasta, che produce nuove app, che condivide esperienze e che si trasmette impressioni e scoperte. Toq è circondato da un vuoto siderale e la colpa è logicamente di Qualcomm. A parer mio avrebbe potuto (dovuto) coltivare con molta più saggezza l’esperienza di Toq, soprattutto su internet e sui social, promuovendo l’uso del suo prodotto anche se questo era solo il “mezzo” per far conoscere il suo display Mirasol. Credo che inizialmente gli obiettivi fossero diversi, nonostante tutto Qualcomm ha anche rilasciato un SDK per lo sviluppo di applicazioni che però non sono mai nate (forse ne esistono tre sul Play Store) e questo è davvero un peccato. Toq avrebbe meritato di più perché è un prodotto di prim’ordine, realizzato ottimamente e con caratteristiche di base che me lo fanno preferire a molti altri. La mancanza di un supporto e sopratutto di una community di sviluppatori lo ha però privato di una possibile crescita in termini di contenuti, che avrebbe potuto arricchire un’esperienza d’uso già ottima. Si parla già di una nuova versione, un Toq 2 che sia capace di entrare in competizione diretta con il vasto catalogo di smartwatch ormai presente sul mercato. Una nuova versione che mi auguro riesca a mantenere le ottime caratteristiche di questo debutto ma che venga più curata dal suo produttore anche nel dopo. E’ un auspicio, personalmente continuerò a indossarlo anche dopo questa review, fosse solo per il piacere di guardarlo ogni tanto.

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Qualcomm Toq, la recensione [UPDATE] ultima modifica: 2014-09-26T09:12:26+00:00 da Stefano Ratto

2 Responses to Qualcomm Toq, la recensione [UPDATE]

  1. LucaS888 scrive:

    Come dici tutto nasce dal fatto che non è un prodotto commerciale vero e proprio, destinato al grande pubblico, ma un esempio produttivo della tecnologia mirasol (e non solo).
    Probabilmente le tecnologie interne già a disposizione non hanno motivato i costruttori più grandi, e i costi hanno allontanato i produttori “piccoli” cinesi.

    Come speri(amo) chissà mai che Pebble possa essere la mosca bianca in tutto questo.

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