WebOS Lg

WebOS, la possibile strada per lo smartwatch Lg

La prima infornata seria di smartwatch, fermandoci all’ultima generazione, ci sta regalando più di una sorpresa. Le piattaforme, invece che uniformarsi e restringersi di numero, pare si vogliano moltiplicare. Entrerà in gioco anche Lg con il suo WebOS?

L’esperienza insegna, è un detto che vale sempre. Anche nell’ambito smartwatch stiamo assistendo a una evoluzione che forse in pochi (a parte i diretti interessati) avevano previsto. A dispetto infatti di quanto avremmo potuto immaginare, le piattaforme e i sistemi installati a bordo dei piccoli orologi smart si stanno moltiplicando. Le ragioni sono molteplici e strettamente legate alla tipologia particolare di devices. A differenza di quanto capitato con gli smartphone, che al momento vedono due enormi e distinti blocchi che si confrontano (Android e iOS) e qualche altra comparsa (WP e BB), gli smartwatch contano ormai più di un protagonista:

  • Android Wear
  • Pebble OS
  • Tizen
  • OS di Sony (purtroppo in via di dismissione)
  • Diversi sistemi proprietari: Cogito, Martian, Meta M1, Omate X e altri
  • Android “classico”
  • iOS (sul nuovo Apple Watch)
  • Qualcomm

Non tutti logicamente avranno lo stesso sviluppo e la stessa capacità di rimanere sul mercato, alcuni di questi spariranno. Lo stesso Android in versione classica ma customizzata per essere adottata su orologi smart, ha mostrato più di un limite. E’ infatti troppo esoso in termini di consumo energetico e avrebbe bisogno di un massiccio intervento per poter essere utilizzato correttamente su display di piccole dimensioni. Torniamo a Lg e al suo progetto di produrre uno smartwatch all-in-one, indipendente dallo smartphone per cui dotato di slot per sim card e di tutti i servizi conseguenti.

Entra in gioco WebOS, ex Palm e ex Hp e che è adesso di proprietà di Lg. Potrebbe essere la risposta a Tizen che sappiamo equipaggerà il prossimo Gear S. WebOS è un sistema versatile e leggero e offre più di un vantaggio alla stessa Lg. Per cominciare è un suo prodotto, per cui avrebbe modo di controllarlo totalmente, orientandone lo sviluppo anche in relazione ai suoi smartphone. Secondo, è la concreta possibilità di monetizzare un investimento già fatto e per le quali le risorse se le trova già in casa. Oltretutto, notizia recente, la stessa Pebble ha assunto due ingegneri fuoriusciti da WebOS per cui non è detto che nella futura versione di Pebble OS troveremo tracce della filosofia WebOS.

Per Lg vedremo, ma le possibilità che effettivamente lo adotti come proprio sistema per dispositivi indossabili sono tutt’altro che remote…

 

WebOS, la possibile strada per lo smartwatch Lg
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