Cicret Bracelet, il futuro possibile? No, quasi impossibile.

Cicret Bracelet

Come non lasciarsi affascinare da Cicret Bracelet? Davvero impossibile. Quasi quanto credere che possa davvero realizzarsi un dispositivo indossabile di questo tipo, che possa offrire un’esperienza d’uso di questo livello.

Un proiettore integrato nel braccialetto che ci consente di accedere ai contenuti del nostro smartphone (o tablet) direttamente agendo sulla porzione di pelle dove viene proiettato il fascio di luce, utilizzabile praticamente ovunque, all’aperto, nella vasta da bagno e in qualunque posto vi venga in mente. Il progetto è in fase di raccolta fondi autonoma (il che da adito a qualche sospetto) ma vi inviterei a non fare donazioni e , al limite, di rimanere a guardare. Sono piuttosto scettico in merito a questo progetto che presenta più di un lato oscuro e che mostra un video senza un prototipo funzionante ma solo l’ipotesi di quello che potrebbe essere il risultato finale.

Ne rimango affascinato ma davvero non ritengo che possa avverarsi, almeno non nel prossimo futuro.

Soprattutto, la domanda che mi sorge è: ma con le maniche lunghe? :-)

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Cicret Bracelet, il futuro possibile? No, quasi impossibile. ultima modifica: 2014-12-19T12:01:11+00:00 da Stefano Ratto

13 Responses to Cicret Bracelet, il futuro possibile? No, quasi impossibile.

  1. vulcan_over scrive:

    smart sleeves? (= maniche intelligenti?) :)

    a quel punto ci si veste con magliette che hanno un dispositivo wireless/bluetooth che si collega a quel coso che si collega allo smartphone (che si collega al cervello?) e si arriverà finalmente alla possibilità di mandare affan*** qualcuno in multi-piattaforma con il classico gesto dell’ombrello… magari con una smart-bocca che da pure il supporto vocale.

  2. LucaS888 scrive:

    Ci rimbocchiamo tutti la manica. 😀
    In effetti sarebbe più un device estivo, d’inverno è problematico anche solo scoprirsi il polso.

    • smartwatch_ita scrive:

      A mio modo di vedere abbastanza ridicola sta cosa della manica…ma non ci hanno pensato?? 😀

      • LucaS888 scrive:

        Tra l’altro d’estate ci sarebbe il problema della forte luminosità ambientale che lo renderebbe quasi inusabile.
        Alla fine c’è il serio rischio di usarlo veramente solo in vasca da bagno come nell’immagine. 😀

  3. Adelmo scrive:

    Ma scusate una domanda…..se lo indossa un gorilla può dire che ha il gorilla glass?

  4. vulcan_over scrive:

    tornando “seri” … ma sempre fantasticando…
    se riescono a fare una cosa del genere… il passo successivo saranno gli ologrammi? un olo-watch lo prenderei al volo!!!
    vi immaginate che cosa sarebbe una videochiamata con l’ologramma dell’interlocutore che spunta dal polso ?
    per uno scopo del genere servirebbe ovviamente una (o 3) cam frontale che riesce a captare la profondità e qualche tipo di tecnologia futuristica che riproduce l’immagine in 3d.

    io se riusciranno a fare questo braccialetto-proiettore inizierò a pensare agli ologrammi..e voi? =)

    • LucaS888 scrive:

      Sarebbe bello, e sicuramente più funzionale, ben più per una rappresentazione olografica del chiamante che alla fine richiederebbe una gestione tridimensionale “inutile” se non per vezzo.

      Invece uno schermo olografico a dimensione variabile sarebbe splendido, eliminando i limiti di una proiezione su superfice.

      Uan cosa di questo tipo: http://i.imgur.com/WGKwjvg.jpg

      Ovviamente restiamo nel campo della fantascienza, anche perchè occorre prima che entrino in produzione cose del genere e poi che si riescano a miniaturizzare (anche come consumi) in un bracciale.

    • LucaS888 scrive:

      Alla fine per avere “schermi virtuali” o rappresentazioni non “limitate ad uno schermo”, soprattutto in mobilità nel medio-breve periodo l’unica possibilità è la realtà aumentata attraverso strumenti come i visori ottici, la sovrapposizione di elementi virtuali alla realtà, con effetti di dimensionamento virtuale superiore ti darebbe parzialmente quella sensazione.
      soprattutto se a questi si unisse un sistema di controllo gestuale “air” una rielaborazione automatica della visualizzazione.
      Tu vedi lo schermo nell’occhiale, ti da la sensazione che sia sospeso in aria, con un dito fa l’azione di cliccare su un pulsante in quello schermo.
      Il sistema tracca il dito, elimina la parte dello schermo che si trova sovrapposta al dito come se questo fosse in primo piano e non dietro come è in realtà, comprende l’azione del cliccare, del trascinare e di altre gesture.
      Ovviamente si parlerebbe di un’elaborazione molto spinta ma “cpu” a parte ora più alla portata rispetto ad uno schermo a proiezione olografica.

    • gigi scrive:

      Peccato che l’ologramma , proiezione grafica nello spazio, sia una cosa impossibile da realizzare, infatti le particelle o onde di luce una volta liberate nello spazio non possono fermarsi a mezzaria a meno che non vengano riflesse da un altro elemento. Quindi tanto bello da immaginare ma altrettanto impossibile da realizzare…

  5. Stef84 scrive:

    Mah perché un proiettore o un ologramma?? Si sta lavorando ad un progetto più ambizioso “la lente a contatto digitale” altro che 3d olografico smart watch e simili con nano motori alimentati dalle palpebre immaginate di gestire la lente con dei microsensori posizionati su un cappello o sotto cutanei che leggono gli stimoli neurologici (scienza già scoperta). Saremo noi il nuovo smartphone. Serve solo un pochino di tempo per arrivarci.

  6. […] permetterete una nota di scetticismo, ne ho viste davvero troppe (di promesse mancate) per non muovermi su questo terreno con un minimo di prudenza. Però ammetto che il video sotto […]

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