E’ Pebble Time l’unico rivale di Apple Watch?

Pebble Time vs Apple Watch

Pebble Time può essere considerato, al momento, l’unico vero rivale di Apple Watch. Questo perché offre piena compatibilità con iOS e funzioni equiparabili allo smartwatch di Apple, ma con qualche freccia in più nel suo arco.

Potrà sembrare a molti una forzatura, soprattutto in termini di aridi numeri. Ma secondo me è sbagliato valutare un mercato semplicemente basandosi sui risultati di vendita assoluti, vanno considerati anche altri fattori. Da una parte abbiamo un colosso mondiale, l’azienda che ha superato in capitalizzazione di borsa qualsiasi altra società e che fa di ogni prodotto il termine di paragone per qualsiasi altro. Dall’altra troviamo un’azienda con poco più di due anni di vita che impiega circa 70 persone e che sta per commercializzare il suo secondo prodotto. Ma Pebble Technology si è rivelata una società con una visione del futuro molto chiara, che il mercato ha premiato senza se e senza ma.

Pebble Time vs Apple Watch

Ma parliamo di dispositivi. Cosa hanno in comune il prossimo Pebbe Time e Apple Watch?

Molto poco. Si assomigliano pochissimo sul lato tecnico, ancora meno nella filosofia. Se Pebble manterrà le caratteristiche dello storico modello che lo ha preceduto sarà da subito molto affidabile, immediato nell’utilizzo, veloce e intuitivo nell’approccio. In più potrà contare su una community estremamente vasta di sviluppatori che hanno creato fino ad adesso migliaia di applicazioni e che già stanno producendo con il nuovo SDK. Le implementazioni del nuovo modello sono concettualmente azzeccate (vedremo se si confermeranno anche nei fatti): cinturini smart, display e-paper a colori, interfaccia Timeline, comandi vocali. Ma appunto è l’immediatezza l’elemento vincente, e la facilità d’uso permessa dal sistema a pulsanti, anziché dall’onnipresente touchscreen. Da ultimo ricordiamoci la spinta importante ricevuta dalla campagna crowdfunding di Pebble al momento della presentazione di Apple Watch.

Pebble Time vs Apple Watch

 

Sul versante opposto troviamo invece un dispositivo realizzato con una cura assoluta, in termini ergonomici e di materiali. Uno smartwatch che deve integrarsi e fondersi completamente in un ecosistema come quello di iOS, diventandone una parte integrante. E che punta tantissimo sul suo essere status e oggetto del desiderio. Dotarlo di un display retina ad altissima definizione è una scelta che va appunto in questa direzione, più che venire incontro a esigenze funzionali. Lo stesso limite della batteria avrebbe affossato l’immagine di qualsiasi altro dispositivo, non di Apple Watch. Perché in buona sostanza il messaggio che passa è “si, l’autonomia è di sole 18 ore ma è il prezzo da pagare per avere il meglio in termini di hardware e di usabilità“. E anche questa volta il mercato sembra premiare le scelte di Tim Cook, considerato i preordini già piazzati e le previsioni di crescita che parlano di 30 milioni di unità che il mercato potrebbe assorbire.

E Android Wear? Sta decisamente a guardare, incapace come si è dimostrato di venire incontro alle richieste di un mercato che stava andando in una direzione opposta. Purtroppo, duole dirlo, Google non ha saputo interpretare il senso della richiesta di indossabili, pensando che bastasse mettere Android dentro a un orologio per creare la domanda. I risultati si sono visti, e non sono stati per niente buoni.

 

 

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E’ Pebble Time l’unico rivale di Apple Watch? ultima modifica: 2015-04-15T12:26:14+00:00 da Stefano Ratto

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