Neptune Suite, il futuro sarà facile

Neptune Suite

Quello di Neptune è un progetto ricco di fascino ma anche di incognite. Un unico dispositivo, uno smartwatch, in grado di funzionare come hub e comandare un intero ecosistema. Vediamo come.

Poco prima dell’estate si è celebrata una ricca (a tutti gli effetti) campagna crowdfunding sul noto sito Indiegogo che ha suscitato davvero un grande interesse interesse, visto che la raccolta si è fermata ben oltre il milione  di dollari. Il progetto è quanto meno interessante in termini di visione del futuro: un unico HUB saldamente ancorato al polso che potrà comandare una serie di dispositivi (smartphone, tablet, TV). Il super bracciale contiene tutta l’elettronica, i sensori e le antenne necessarie per comandare il tutto, utilizzando sostanzialmente gli altri dispositivi come output di contenuti (soprattutto multimediali) in modo da poter avere diverse e più appaganti esperienze d’uso.

L’elemento interessante e a suo modo vincente è che gli altri dispositivi hanno una configurazione hardware molto semplice, infatti per funzionare sfruttano la dotazione completissima di Neptune Hub che ha davvero caratteristiche incredibili:

  • Display curvo da 2,4” OLED
  • Batteria 1000mAh
  • Storage interno 64GB
  • 3G/LTE
  • WiFi b/g/n
  • Bluetooth 4.0
  • Android 5.0 Lollipop
  • CPU Quad Core da 1,8 Ghz
  • GPS e bussola
  • Sensore cardio
  • Alloggiamento nano sim
  • Speaker e microfono

Neptune Suite

Neptune Suite

Per esempio lo smartphone (chiamato Pocket Screen) all’interno del suo case ospiterà la fotocamera, un display da 5”, camera frontale e posteriore, batteria e capsula audio con microfono. E’ totalmente privo di tutto l’allestimento hardware che ci aspetteremmo di trovare in uno smartphone classico e demanderà all’Hub tutte le operazioni per l’uso delle reti, la navigazione e tutte quelle operazioni che tipicamente ci troviamo a gestire sui nostri dispositivi. Stessa cosa per il tablet, chiamato Tab Screen, che potrà essere utilizzato anche con la sua keyboard che troveremo in dotazione. L’ultimo elemento di questa catena è rappresentato dalla Neptune Dongle che consentirà di accedere a tutti i nostri contenuti direttamente dal grande schermo di una TV.

Neptune Suite

Riuscirà Neptune in questa sfida? Davvero non è facile e l’elemento che rappresenta le maggiori incognite è proprio il bracciale che in uno spazio davvero ridotto dovrà ospitare un’elettronica che siamo soliti trovare in dispositivi ben più grandi (e certamente non curvi). La campagna Indiegogo (adesso in modalità On Demand) è ancora accessibile e prevede la spedizione a Febbraio 2016, potete comunque approfondire l’argomento accedendo alle pagine del sito di Neptune.

Vota questo post
Neptune Suite, il futuro sarà facile ultima modifica: 2015-10-05T10:38:09+00:00 da Stefano Ratto

2 Responses to Neptune Suite, il futuro sarà facile

  1. LucaS888 scrive:

    Capisco che il senso sia avere l’apparecchio standalone al polso e quindi “limitare” al massimo la necessità di portare più dispositivi in varie occasioni, ma sinceramente ho fortissimi dubbi che questo attualmente si possa fare senza sacrificare troppi elementi.
    Peso innanzitutto, ma anche “calore”.
    Non tiro in ballo la durata perchè, pur con diversi dubbi 1000mah dovrebbero comunque essere sufficienti per una giornata di utilizzo anche come hub.
    Insomma mi pare richieda mooooolta otimizzazione per essere usabile e non un mero prodotto da geek, vedremo.
    Per non parlare del prezzo che difficillmente sarà inferiore ad un cellulare+smartwatch+cellularedapolso di fascia medio-bassa.

    Di certo per ora mi pare destinato al medesimo (in)successo dell’asus padfone che pure per certi versi aveva più senso.

    Ad essere sincero alla fin fin sarei quasi più interessato ad un modello più modesto visto che ancora oggi apprezzo la tipologia “bracciale” del gear s e questo mi pare un’interessante alternativa (se depotenziato).

    • smartwatch_ita scrive:

      Sulla pagina della campagna crowdfunding sono anche spiegate le modalità di alimentazione mista, è anche una teoria convincente, se vogliamo.
      Quello che mi lascia davvero dubbioso è la realizzazione del bracciale stesso, esistono ancora troppi limiti in merito all’architettura, a partire dal display. posso sbilanciarmi? Non ce la faranno mai e se ce la faranno non sarà così come lo mostrano…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Tutti i diritti riservati - www.thelongrun.it -