La bufala del web: gli smartwatch rubano il PIN (e i vostri soldi)

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Ho osservato con curiosità la nascita di questo movimento accusatorio nei confronti degli smartwatch e degli indossabili in genere. Cosa c’è di vero? Poco o forse niente, ma tutti ne parlano.

Qualche tempo fa la Binghamton University negli USA (famosissima, per altro…) ha pubblicato uno studio che prendeva in esame una particolare attitudine degli indossabili in genere e più specificatamente degli smartwatch. Cioè la capacità, grazie ai sensori ambientali e di movimento, di tracciare ogni singolo movimento fatto dal braccio che lo indossa. Ma non solo. Addirittura potenzialmente di poter capire un codice digitato su una tastiera e consentire all’hacker di turno di carpirlo e utilizzarlo a proprio piacimento, logicamente dopo aver violato il dispositivo stesso (!).

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Ora,  a mio avviso le questioni sono due. Non necessariamente devo eleggermi a difensore degli indossabili ma sinceramente nutro qualche dubbio in merito al fantomatico studio americano. Allo stato attuale anche smartwatch di un certo costo e blasone hanno difficoltà a monitorare esattamente i passi e le attività fisiche effettuate da chi li indossa, perciò ritengo improbabile che un orologio, per quanto sofisticato, riesca a capire quali numeri vengono digitati in sequenza su un tastierino numerico. Fatto salvo che (come capita a me) basterebbe indossare lo smartwatch sul braccio “non naturale” (io sono destro ma indosso l’orologio sul polso sinistro) per far crollare il debole castello di carte.

La seconda questione è quasi comica. Ci preoccupiamo di uno smartwatch che ha logicamente capacità limitate considerati i sensori che ha a bordo, quando tutti noi portiamo con noi smartphone dotati invece di ogni capacità possibile e immaginabile. Fotocamera, microfoni, bussola e GPS solo per menzionare le componenti hardware più significative che, questi si, potrebbero rivelare se violati molte ma molte più cose di quanto potrebbe mai fare uno smartwatch (non certo solo il PIN del Bancomat).

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Insomma, la questione mi ha fatto un po’ sorridere ma mi ha stupito la copertura che è stata data a una notizia di per se abbastanza secondaria e tutto sommato dallo scenario poco probabile. Risonanza che mi è parsa più logica e naturale sulla stampa e sui siti generalisti (i quotidiani, per esempio), mi ha stupito invece constatare quanti siti e blog di settore abbiano dato seguito a quella che in parole povere definirei una vera e propria panzana di mezza estate….

La bufala del web: gli smartwatch rubano il PIN (e i vostri soldi)
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La bufala del web: gli smartwatch rubano il PIN (e i vostri soldi) ultima modifica: 2016-07-13T14:17:53+00:00 da Stefano Ratto

One Response to La bufala del web: gli smartwatch rubano il PIN (e i vostri soldi)

  1. Vale scrive:

    Basta digitare il pin con l’aaltra mano..

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